Comunione con Dio

Comunione con Dio

“Quando, offrendo i vostri doni e facendo passare per il fuoco i vostri figli, vi contaminate fino a oggi con tutti i vostri idoli, dovrei forse lasciarmi consultare da voi, casa d’Israele? Com’è vero che io vivo, dice Dio, il Signore, io non mi lascerò consultare da voi!” [Ezechiele 20:31]

I primi versetti del nostro testo ci illustrano la condizione dolorosa in cui versava il popolo di Israele, il quale aveva ricevuto da Dio il privilegio di un rapporto esclusivo, e che ora, a causa della propria infedeltà, viene escluso dalle manifestazioni pratiche dell’amore del Signore, e privato della facoltà di consultarLo e chiederGli consiglio.

Pertanto, Dio si rivolge a questo popolo minacciandolo che fino a quando continuerà a peccare, ignorando il Suo invito al ravvedimento, Egli non si lascerà consultare.

Il peccato è la causa che interrompe la comunione dell’uomo con Dio. Anche noi che vivevamo sotto il dominio del peccato eravamo lontani da Lui, senza comunione con il Signore e quindi privi della Sua gloria. Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio, è venuto a morire sulla croce per dare all’uomo la possibilità di riacquistare questa comunione perduta drammaticamente.

Dal giorno in cui il Signore ci ha salvati possiamo godere un’intima comunione con Lui, ed essere così guidati ed ammaestrati in modo perfetto.

È importante, ai fini di una comunione sempre più profonda con Dio, vivere in una condizione di assoluta fedeltà. È un enorme privilegio quello di avere comunione con il nostro Creatore e Signore, essere il gregge che Egli pasce, il popolo acquistato a così caro prezzo.

OnoriamoLo e serviamoLo con integrità di cuore e studiamoci di non contaminarci, diversamente perderemo il privilegio di avere comunione con il nostro meraviglioso Signore.