Atteggiamento ribelle

Atteggiamento ribelle


“Per il sangue che hai sparso ti sei resa colpevole, e per gli idoli che hai fatto ti sei contaminata; tu hai fatto avvicinare i tuoi giorni e sei giunta al termine dei tuoi anni; perciò io ti espongo all’insulto delle nazioni e allo scherno di tutti i paesi” [Ezechiele 22:4]

Il profeta Ezechiele senza alcuna reticenza denuncia l’iniquità del popolo, e a più riprese mette in evidenza i peccati di cui si è reso colpevole, dicendo: “Gerusalemme si contamina con gli idoli, sparge il sangue, profana il sabato, pratica il furto e l’adulterio”.

Dio ha fatto conoscere a Gerusalemme le sue abominazioni e le sue colpe, ma essa non si è pentita né arresa e non è tornata sui suoi passi. Il Signore, in ogni caso, non vuole la morte dell’empio, ma il Suo desiderio è piuttosto che il peccatore si converta dalle sue vie e viva. Il popolo, però, ha persistito nel proprio peccato e nell’atteggiamento di ribellione, così Dio, tramite il profeta, pronuncia il Suo giudizio, e dà l’annuncio della fine inevitabile, dicendo: “… hai fatto avvicinare i tuoi giorni, e sei giunta al termine dei tuoi anni …”.

Il Signore ha parlato sin dal principio, rivelando la Sua volontà tramite i profeti, ma in questi ultimi giorni ha parlato a noi tramite il Suo Figliuolo.

Attraverso di Lui ha annunciato l’amore, il perdono e la salvezza, promettendo a coloro che L’hanno accettato e Gli sono fedeli e ubbidienti non una sentenza di giudizio, ma una vita ricca di benedizioni, e alla fine la vita eterna.

Mentre ancora ai nostri giorni Egli continua a rivolgere a noi la Sua Parola, facciamo bene attenzione a non volgere le spalle a Colui che parla dal cielo. Se gli Israeliti non scamparono quando rifiutarono Colui che rivelava loro la Sua volontà, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande?