La Sconfitta Dell’Accusatore

La Sconfitta Dell’Accusatore

“Allora udii una gran voce nel cielo, che diceva: ‘Ora è venuta la salvezza

e la potenza, il regno del nostro Dio, e il potere del suo Cristo,

perché è stato gettato giú l’accusatore dei nostri fratelli,

colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio’”

[Apocalisse 12:10]

La voce che echeggia nel cielo con gran forza è la voce degli angeli, sebbene il testo non lo dica esplicitamente. Vero è che essi chiamano ‘fratelli’ i fedeli che ancora lottano sulla terra; ma il termine affettuoso si giustifica con il legame spirituale che unisce gli uni agli altri: servi dello stesso Dio, che combattono per il trionfo della stessa contro il medesimo nemico e che dovranno un giorno formare insieme la grande famiglia di Dio. Essi vedono in questa prima vittoria sul dragone il pegno di un trionfo maggiore e completo e ne celebrano anticipatamente l’avvento. Ora è venuta la salvezza torna a dire. Ora sta per realizzarsi in tutta la sua ineffabile ricchezza la salvezza che Dio ha preparato in Cristo ai credenti: nessun nemico tenterà più di strapparli al loro Salvatore, godranno in pace dei beni che il Signore tiene in serbo per quelli che l’amano. Ora sta per spiegarsi la potenza infinita e il regno, cioè la gloria regale che appartiene a Dio e la potestà ch’Egli ha delegata al suo Cristo (cfr. Salmo 2; Filippesi 2:9-11; Matteo 28:18). Finché non sarebbe stato ridotto al silenzio l’accusatore dei fedeli, finché poteva usare contro di loro la legge stessa di Dio, la loro salvezza non poteva dirsi sicura. Nell’Antico Testamento Satana compare come accusatore o anche calunniatore dei fedeli in Giobbe 1, 2; Zaccaria 3 e la teologia giudaica aveva dato risalto a quelle indicazioni affermando che il diavolo accusava i fedeli tutti i giorni, salvo in quelli delle espiazioni. Ma venuto Cristo, il Sommo Sacerdote che offerse Sé stesso puro d’ogni colpa a Dio quale propiziazione per i peccati del mondo, la legge è stata soddisfatta, le coscienze sono state liberate mediante il perdono divino, e i fedeli possono esclamare insieme all’apostolo Paolo: “Non c’è dunque piú nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesú. Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesú è colui che è morto e, ancor piú, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi” (cfr. Romani 8:1, 33, 34; cfr. I Giovanni 2:1, 2.).

 

Lettura biblica: Apocalisse 12:10-18 [vd. Salmo 37]