La Grande Prostituta

La Grande Prostituta

 

“Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe

venne a dirmi: ‘Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta

alla grande prostituta che siede su molte acque’”

[Apocalisse 17:1]

 

Nel descrivere la decadenza della Chiesa che, nei tempi della fine, raggiungerà il più alto grado, l’Apocalisse non fa che riprodurre e riproporre in altra forma le profezie contenute nell’insegnamento di Cristo e dei Suoi apostoli. La Chiesa raccoglie nella sua rete, insieme a pesci buoni, molta roba senza valore: “L’amore dei più si raffredderà …”; “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti”; “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra?” (Matteo 24:13; Luca 18:8). La descrizione resa nelle pagine del Nuovo Testamento riguardo agli “ultimi giorni” è a tinte cupe: “mistero dell’empietà” all’opera, molti anticristi che preparano l’apostasia generale e l’apparizione dell’“uomo di peccato”, “dell’anticristo” finale. Il mondo, non pago di opprimere la Chiesa, la vuole permeare dello spirito di empietà. Queste considerazioni, che ci danno un quadro generale, ci servono anche da guida nella spiegazione di vari particolari relativi alla prostituta. Essa siede su molte acque, cioè esercita un’autorità religiosa sopra “popoli, moltitudini e nazioni e lingue”, con lei hanno fornicato i re della terra giacché la chiesa mondana ha avuto con i potenti della terra delle relazioni illegittime: aveva la missione di predicare l’Evangelo, non di dominare insieme allo Stato, di appoggiarsi al braccio secolare o di farsi l’ancella dei potenti. Agli occhi di Dio ciò è una fornicazione. La Chiesa doveva dare ai popoli il puro Vangelo di Cristo; divenuta infedele, essa ha loro dato da bere in abbondanza “il vino della sua fornicazione” cioè un insegnamento misto di verità e di errori, un vangelo adulterato, adattato ai gusti del mondo, un cristianesimo privo dell’autorità della Parola di Dio, dove autentiche conversioni, precedute da sincero ravvedimento, si sostituiscono con esperienze emozionali. La gente beve volentieri questo vino adulterato, ascolta chi gli parla secondo le sue inclinazioni. Sono stati inebriati: hanno perso la visione chiara della verità; alla spiritualità cristiana è subentrata una religione di forme che alletta i sensi; ma il senso morale ha perso la sua sensibilità, le sue alte aspirazioni in mezzo a una fede nominale.

 

Lettura biblica: Apocalisse 17:1-18 [vd. II Timoeo 3:1-9]