Adorare Dio

Adorare Dio

“Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse:

‘Guardati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli

che custodiscono la testimonianza di Gesú: adora Dio!

Perché la testimonianza di Gesú è lo spirito della profezia’”

[Apocalisse 19:10]

 

L’angelo si dichiara un semplice servo, da non confondersi con Colui che è il solo Signore e Padrone di tutte le creature. Come tale egli appartiene alla stessa categoria di Giovanni dal quale non deve ricevere alcuna adorazione. Anzi, il suo servizio attuale è dello stesso genere di quello dell’apostolo giacché ambedue sono occupati nell’annuncio della rivelazione divina. L’angelo è mandato da Cristo a comunicarla a Giovanni, il quale, a sua volta, sotto la guida dello “spirito della profezia” la deve far conoscere alle chiese (cfr. 1:1, 2). “Io, Gesú, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese”, affermerà il Signore al termine del libro (22:16). L’angelo può quindi definirsi “… un servo come te e come i tuoi fratelli …”, con un incarico più che mai speciale: “… che custodiscono la testimonianza di Gesú …”. Con questa espressione, si accenna principalmente ai servitori di Dio che hanno ricevuto “la testimonianza di Gesú”, la conoscenza della verità e la comunicano ai loro simili. Lo spirito della verità dato da Cristo è chiamato qui “lo spirito della profezia”. In senso più generale, tutti i credenti sono partecipi dello Spirito di Cristo e per mezzo Suo conoscono la verità e ne rendono a loro volta testimonianza. In tale contesto si nota come per due volte, nel corso delle sue visioni, Giovanni nell’esuberanza della sua riconoscenza per le rivelazioni ricevute volle manifestarla adorando, invece del Donatore, la mano che gli porgeva il dono. Egli riporta questi suoi errori e la correzione che ne ricevette, per mettere in guardia i cristiani contro la tendenza pagana a confondere la creatura con il Creatore. Nessuna creatura, per quanto eccelsa, santa e benefica, deve essere adorata. Nella sua prima lettera Giovanni diceva: “Guardatevi dagl’idoli”; in Apocalisse ripete con l’angelo: “Adora Dio!”. Rifiutiamoci di adorare le creature, ma, nel farlo, dobbiamo esser tanto più ferventi nel culto che rendiamo al nostro Dio e Salvatore in spirito e verità. Facciamolo con devoto ascolto alla Sua voce.

 

Lettura biblica: Apocalisse 19:11-21 [vd. Giovanni 4:7-22]