L’acquila e la Vite

L’acquila e la Vite

“Cosí parla Dio, il Signore: Una grande aquila, dalle ampie ali, dalle lunghe penne, coperta di piume di svariati colori, venne al Libano e tolse la cima a un cedro” [Ezechiele 17:3]

La grande aquila è il simbolo del re di Babilonia, che dopo aver deportato Ioiachim re di Giuda, pianta una vite, immagine di Sedechia, figlio di Giosia, “in buon terreno, presso acque abbondanti, in modo da poter mettere dei rami, portar frutto e diventare una vite magnifica”. Questi versetti ci rivelano che nonostante il giudizio di Dio, il Signore mostra tutta la Sua misericordia garantendo prosperità al Suo popolo.

Il Signore, per bocca del profeta, condanna il comportamento di Sedechia poiché si oppone al Suo volere, infatti Sedechia non accettò il giudizio divino, ma cercò liberazione rifiutando la promessa di Dio. Inoltre, non chiese l’aiuto del Signore, ma si rivolse ad un’altra aquila: l’Egitto. Infine, tradì il giuramento che aveva fatto a Nabucodonosor nel nome del Signore.

Anche noi, che siamo stati fatti dal Sommo Sovrano re e sacerdoti (cfr. Apocalisse 1:6), vale a dire amministratori della Sua grazia e della Sua giustizia, per questo dobbiamo mantenerci fedeli al “Patto” di servizio stipulato con Lui, comprendere ed accettare la volontà di Dio (cfr. Efesini 5:17), per dipendere e ricevere solamente dal Signore forza e sapienza. A queste condizioni la nostra vita può essere benedetta e prosperare, malgrado la difficile situazione sociale, morale e spirituale nella quale ci troviamo a vivere.

Il capitolo si conclude con una meravigliosa promessa messianica, riferita alla “casa di Davide”, che diventerà strumento di protezione e salvezza per tutti i popoli della terra.