Senza Tempio

Senza Tempio

“Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore,
Dio onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio”
[Apocalisse 21:22]

La nuova Gerusalemme ha un particolare, del tutto singolare, non c’è il tempio. Questo fatto è davvero rilevante: il tempio per la santa città era il centro della vita religiosa e sociale del popolo; era il cuore pulsante della nazione, ma qui non c’è, o meglio, non ha ragione di esistere. Infatti, la nuova città ci appare come il nucleo e la sintesi di uno stato di perfezione. Parecchie espressioni usate nel capitolo sono prese dalla profezia di Isaia 60; e Giovanni ne vede la realizzazione. La città di Dio accoglie non soltanto i credenti di Israele, ma vi affluiscono anche le nazioni convertite che vi godono della luce divina. Tutto quello che la terra ebbe di grande, di bello, di ricco e di glorioso si troverà, santificato, nella Chiesa trionfante, dal cui seno sarà escluso il male. Essa godrà di una pace perfetta e non avrà più da chiudere le sue porte per tema di nemici. Le sue porte sono aperte a tutti, perché tutti son santi.
Nella città di Gerusalemme, il tabernacolo prima e poi il tempio erano il simbolo della presenza di Dio in mezzo al Suo popolo, perché in essi era il luogo santissimo con l’arca del patto e su di essa il propiziatorio simbolo del trono del Signore. Nella nuova Gerusalemme, tutta quanta ripiena della gloriosa presenza di Dio, il tempio con i suoi simboli non ha più ragione di esistere. I simboli e le ombre hanno ceduto il posto alle gloriose realtà; la comunione con Dio è immediata e perfetta.
In tutta la Scrittura il Signore promette che abiterà per sempre con il Suo popolo, come nel giardino di Eden, e alla fine questa promessa avrà un glorioso adempimento (cfr. Genesi 17:8). Questa volta, però, non ci sarà più bisogno di un edificio, di un luogo per quanto imponente e impressionate possa essere, al centro della nuova Gerusalemme il tempio sarà sostituito da Dio stesso e dall’Agnello. Guardiamo con brama al quel glorioso giorno!