Un Rifugio Sicuro

Un Rifugio Sicuro

“Perciò, cosí parla Dio, il Signore: Guai alla città sanguinaria, pentola piena di verderame, il cui verderame non si stacca! Vuotala dei pezzi, uno dopo l’altro, senza tirare a sorte!” [Ezechiele 24:6]

 

In questi versetti è riportata una sorta di parabola che ci rivela appieno l’interesse di Dio per i Suoi figliuoli: Gerusalemme viene descritta come un calderone, e come si può notare in Ezechiele 11:3, il popolo stesso usava con orgoglio questa allegoria. Gli Israeliti si sentivano al sicuro, perché le mura della città erano ben fortificate, non temevano alcun attacco nemico, proprio come la carne dentro una pentola non teme il fuoco. E il popolo si ostinava a non credere a ciò che stava per accadere. In effetti, Ezechiele voleva far comprendere che il detto comune era ciò che realmente stava per accadere.Egli usò la figura del calderone e della carne per far sapere agli Israeliti che Gerusalemme non era più al sicuro, come essi stoltamente ritenevano, ma che era ormai sotto il giudizio divino.Gerusalemme era come un calderone corroso dal verderame, arrugginito e pronto per essere distrutto. Questo popolo, che aveva visto molte volte la mano del Signore all’opera per liberarlo, ora non voleva sottomettersi al suo Dio. Era un popolo dal collo duro, inguaribilmente ribelle alla volontà divina, ma chi non è disposto ad ubbidire è destinato inevitabilmente alla rovina.Quando noi non edifichiamo secondo la volontà del Signore, ci affatichiamo invano (cfr. Salmo 127:1).Sono sempre molti coloro che si pensano al sicuro, ritengono di non aver mai nulla da temere, proprio come il popolo d’Israele. Si sentono in un calderone o in una botte di ferro, per usare un’espressione attuale, ma la loro fine sarà ugualmente terribile. Il ricco stolto pensava di essere sistemato per bene con ciò che aveva raccolto ed accumulato, ma non fu così.Uniamoci di cuore al salmista, laddove afferma: “Dio è per noi un rifugio e una forza”.