Il Braccio Spezzato

Il Braccio Spezzato

“Figlio d’uomo, io ho spezzato il braccio del faraone re d’Egitto;

ed ecco, il suo braccio non è stato fasciato perché fosse curato,

né è stato fasciato perché fosse rafforzato …”

[Ezechiele 30:21]

 

Questo oracolo è datato “l’anno undicesimo, il settimo giorno del primo mese” (v. 20), vale a dire quattro mesi prima della presa di Gerusalemme, avvenuta nel 586 a.C.

Il fatto a cui si fa riferimento descrive la momentanea cessazione dell’assedio di Gerusalemme, per l’avvicinarsi dell’esercito egiziano venuto in aiuto di Israele. Ma l’assedio da parte dei babilonesi ricominciò ben presto.

“Io ho spezzato il braccio di faraone”, esclama il profeta da parte di Dio. L’applicazione è quanto mai chiara nell’illustrare l’intervento del Signore contro l’Egitto. Ma come, dirà qualcuno, l’Egitto non era venuto in soccorso di Israele? Perché dunque Dio lo ferma? La risposta è semplice. La nostra unica fonte di salvezza è e deve rimanere il Signore. Ogniqualvolta facciamo affidamento sull’aiuto che riteniamo possa giungerci da altre parti ne rimarremo amaramente delusi.

Nessuno può realmente aiutarci, eccetto il Signore.

Il braccio di faraone, vale a dire qualsiasi forza alternativa a quella divina, è destinato ad essere spezzato poiché il Signore vuole distruggere nell’uomo la speranza di trovare soluzioni durature ricorrendo a chi è in grado unicamente di stornare l’attenzione della Sua creatura dall’unica fonte di verità e liberazione.

Il Signore ci aiuti a rivolgerci soltanto a Lui, del resto nessun “faraone” potrà mai riscattarci dal male, come Egli ha saputo fare con noi.