La Ragione Del Fallimento

La Ragione Del Fallimento

“Così vi salirono del popolo circa tremila uomini,

i quali si diedero alla fuga davanti alla gente di Ai”

[Giosuè 7:4]

Prima di attaccare Ai, Giosuè non aveva cercato il consiglio del Signore; aveva semplicemente ascoltato il parere delle spie (cfr. Giosuè 7:2-4). Ma Dio era il loro Comandante in Capo. Soltanto il Signore poteva emanare ordini determinati ad avere successo (5:13-15).

I primi sei capitoli del libro di Giosuè raccontano come il Signore diresse il conduttore di Israele in ben nove occasioni (cfr. 1:1; 3:7; 4:1, 8, 10, 15; 5:2, 15; 6:2). Ma nel capitolo 7, vv. 2-5, furono Giosuè e i suoi consiglieri (non il Signore) a decidere l’azione da intraprendere, e questo sfociò in un penoso fallimento. Tutte le iniziative prese senza consultare Dio e farci guidare da Lui sono destinate a fallire. Non dobbiamo mai adagiarsi sulle vittorie passate e neppure pensare di aver ormai acquisito esperienza a sufficienza per potercela cavare da soli. Senza Gesù non possiamo fare nulla!

Erano state date istruzioni precise sul modo in cui Giosuè avrebbe dovuto ricevere direttive da Dio: “Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell’urim davanti al Signore; egli e tutti i figli d’Israele con lui e tutta la comunità usciranno all’ordine di Eleazar ed entreranno all’ordine suo” (Numeri 27:21). In effetti, Giosuè era all’oscuro del peccato di Acan, vera causa della sconfitta di Ai. Ma prima di andare in battaglia avrebbe dovuto chiedere consiglio al Signore, invece di farlo dopo la morte di trentasei persone (cfr. Giosuè 7:5-11).

Il pericolo di ritenere che la preghiera non sia più necessaria è maggiore proprio quando il Signore ha appena risposto alle nostre suppliche o ci ha benedetti abbondantemente.