Ubbidienza e Vittoria

Ubbidienza e Vittoria

“Giosuè dunque prese tutto il paese, esattamente

come il Signore aveva detto a Mosè …”

[Giosuè 11:23]

In questo brano è posta enfasi sulle caratteristiche dell’ubbidienza a tutta prova che manifestò Giosuè. L’ubbidienza di Giosuè fu assoluta: egli ubbidì all’ordine di Dio dato per mezzo di Mosè, senza discutere o polemizzare, poiché per lui, attenersi agli ordini del conduttore del popolo, equivaleva a ubbidire al Signore stesso. L’ubbidienza ai propri conduttori è di estrema importanza, sia per l’edificazione del popolo di Dio che per la vittoria sul nemico. Nella Scrittura è detto: “Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi loro, perché essi vegliano per le vostre anime come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità” (Ebrei 13:17).

Dimostrarsi insofferenti alla guida e al consiglio dei conduttori porterà a inevitabili sconfitte, procurando al nemico un terreno favorevole alla sua opera deleteria.

L’ubbidienza di Giosuè fu totale: l’ordine impartitogli fu di distruggere ogni cosa, non conservando nulla per sé. Giosuè ubbidì e non si lasciò allettare da nessuna delle cose che il Signore aveva proibito loro, per votarle alla distruzione. Il suo amore per Dio ebbe il sopravvento sul fascino esercitato dalle cose terrene. L’ubbidienza è una prova d’amore. Più tardi, il Maestro divino dirà: “Se voi mi amate osserverete i miei comandamenti” (Giovanni 14:15).

L’ubbidienza di Giosuè fu volontaria: egli ubbidisce così poiché ha fiducia nella giustizia e nella santità di Dio. La conoscenza del Signore induce a una volontaria e volenterosa sottomissione, che si rivelerebbe impossibile in assenza di un rapporto di intima comunione con Dio.

Il luminoso principio di fede che il brano di oggi vorrebbe insegnarci è proprio questo: dalla conoscenza nasce l’amore e dall’amore l’ubbidienza.

 

 

 

 

Lettura biblica: Giosuè 11:16-23 [vd. Romani 6:16-18]