Io ho deciso di seguire Cristo

Io ho deciso di seguire Cristo

L’inno di cui parliamo è “Io ho deciso di seguire Cristo”, le parole sono molto semplici (trad. dall’originale):decisodiseguirCristo

Io ho deciso di seguire Cristo
Indietro no, non tornerò

Il mondo dietro di me, la Croce davanti a me
Indietro no, non tornerò

Se nessun vien con me, ancor Lo seguirò
Indietro no, non tornerò”

È una confessione, una scelta di seguire Cristo nonostante tutto, un inno che parla di fede sincera. Nasce da un evento realmente accaduto in India e più persone hanno contribuito al mantenimento di questo canto fino a noi. Le parole sono diventate un popolare inno cristiano basato su una melodia indiana.

In India, nella regione Assam, le tribù erano molto aggressive, i loro membri venivano anche chiamati cacciatori di teste a causa di un costume sociale che richiedeva ai membri maschi della comunità di raccogliere il maggior numero di teste possibili. La forza e l’abilità di un uomo di proteggere sua moglie erano valutate dal numero di teste che aveva raccolto. Pertanto, un giovane in età da matrimonio cercava di raccoglierne il maggior numero possibile e appenderle alle pareti della sua casa. Più teste aveva un uomo, più era considerato. In questa comunità ostile e aggressiva, un gruppo di missionari gallesi diffuse il messaggio di amore, pace e speranza di Gesù Cristo. Naturalmente, non furono accolti.

Le parole di un missionario gallese riuscirono finalmente a convertire un uomo, sua moglie e due figli. La fede di quest’uomo si rivelò contagiosa e molti abitanti del villaggio cominciarono ad accettare il cristianesimo. Arrabbiato, il capo del villaggio convocò tutti gli abitanti, poi la famiglia convertita, chiedendo di rinunciare alla propria fede in pubblico o ad affrontare l’esecuzione. Mosso dallo Spirito Santo, l’uomo che aveva creduto all’Evangelo ha cantato la sua risposta: “Ho deciso di seguire Gesù. Non si torna indietro”.

Infuriato per il rifiuto di quell’uomo, il capo ordinò ai suoi di uccidere i due bambini. Mentre entrambi i ragazzi giacevano sul pavimento, il capo chiese: “Rifiuteresti la tua fede? Hai perso entrambi i tuoi figli. Perderai anche tua moglie.” Ma l’uomo rispose, cantando di nuovo: “Sebbene nessuno mi segua, continuerò a seguirlo. Non si torna indietro”. Il capo era fuori di sé per la rabbia e ordinò di uccidere la moglie. Ora chiese per l’ultima volta: “Ti darò un’altra opportunità per negare la tua fede e vivere”.

Di fronte alla morte, l’uomo cantò: “La croce davanti a me, il mondo dietro di me. Non si torna indietro. Non si torna indietro”. Venne ucciso come il resto della sua famiglia. Ma con la loro morte avvenne un miracolo.

Dopo qualche tempo il capo villaggio, che aveva ordinato gli omicidi, fu colpito dalla fede di quell’uomo. Si chiedeva: “Perché quest’uomo, sua moglie e due figli hanno scelto di morire per un uomo che ha vissuto in una terra lontana in un altro continente circa 2000 anni fa? Deve esserci un potere soprannaturale dietro la famiglia, e anch’io voglio quel potere soprannaturale”. In una spontanea confessione di fede, dichiarò: “Anch’io appartengo a Gesù Cristo!” Quando la folla lo udì dalla bocca del loro capo, l’intero villaggio accettò Cristo come loro Signore e Salvatore.

Questo evento venne raccontato dal missionario gallese a Sanhu Sundar Singh, che all’epoca era un missionario indiano, il quale prese le parole e le mise su una canzone indiana.