Un’Altare Di Testimonianza

Un’Altare Di Testimonianza

“Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti,

noi risponderemo: ‘Guardate la forma dell’altare del Signore che i nostri padri fecero, non per olocausti né per sacrifici, ma perché servisse di testimonianza tra noi e voi’”

[Giosuè 22:28]

Dopo che le tribù di Ruben, di Gad e la mezza tribù di Manasse ebbero assolto fedelmente i loro impegni, aiutando le altre tribù d’Israele nella conquista di Canaan; fecero ritorno nei territori loro assegnati e costruirono un altare presso il Giordano: “Un grande altare, che colpiva la vista” (v. 10). Ciò fu interpretato dagli altri figli d’Israele come un atto di infedeltà verso il Signore. Essi vollero chiarire ai messaggeri inviati da Giosuè, che l’altare non era stato eretto in sostituzione dell’altro che si trovava davanti al tabernacolo, ma avrebbe dovuto testimoniare alle future generazioni che essi adoravano il medesimo Dio d’Israele, e che c’era comunione fra le tribù che si trovavano sulle due rive del Giordano.

Il popolo di Dio, la Chiesa, costituisce il tabernacolo dell’Iddio vivente, e questo lo realizziamo in particolare quando la comunità al completo si riunisce per elevare al Signore un culto di adorazione, di lode e di ringraziamento. È proprio in queste occasioni che Dio manifesta particolarmente la Sua gloria ed elargisce i Suoi doni per l’edificazione del Corpo di Cristo. Ma ciò non dovrebbe bastare in quanto, ogni credente e ogni singola famiglia cristiana, durante la settimana, è “lontana” dal resto del popolo di Dio, c’è un “Giordano” anche per noi che ci separa dagli altri fedeli. Pertanto ogni vero credente dovrebbe sentire l’esigenza di avere un proprio culto in famiglia, che non deve comunque sostituire le riunioni comunitarie, ma assolvere, un’importante compito ai fini della testimonianza e dell’edificazione della propria vita spirituale. Questo “altare di famiglia” deve “colpire la vista” e fungere da testimonianza per parenti e vicini.

“E i figli di Ruben e i figli di Gad diedero a quell’altare il nome di Ed, perché dissero: Esso è una testimonianza in mezzo a noi che il Signore è Dio”. Voglia il Signore che la nostra casa possa essere un luogo di testimonianza per il Vangelo di Cristo.

 

Lettura biblica: Giosuè 22:27-34 [vd. Giosuè 4:1-10]