Costanza e Fedeltà

Costanza e Fedeltà

“Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem, e convocò

gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli ufficiali del popolo,

i quali si presentarono davanti a Dio”

[Giosuè 24:1]

Il testo ricorda l’ultima adunanza presieduta da Giosuè. Questa meravigliosa introduzione retrospettiva ricorda come il Signore operò per il popolo di Israele fino al Giordano.

L’anziano condottiero evoca i fatti più salienti delle vicende vissute dai loro padri; egli è ormai l’unico testimone rimasto di quei fatti gloriosi. Le opere stupefacenti compiute dal Signore nel passato, avrebbero dovuto costituire un severo monito per il popolo, spingendolo a rinnovare il patto con Dio per l’avvenire.

Il particolare che più ci colpisce in tutta questa vicenda è che Giosuè, all’età di circa centodieci anni poteva ancora annunciare la Parola dell’Eterno con vigore e convinzione. Esiste una giovinezza dello spirito che oltrepassa la caducità e la finitezza proprie dell’esperienza umana. Giosuè può parlare dall’alto di una lunga esistenza, illuminata dalla fedeltà a Dio e dalle opere potenti da Lui compiute.

Egli è d’esempio a tutti i credenti che, come lui, sono usciti “dall’Egitto” del peccato e passati attraverso le esperienze del deserto della vita, riuscendo a entrare nel territorio delle benedizioni divine. Giosuè è l’antenato di tutti quei cristiani che sanno essere fino alla fine di incoraggiamento a quanti si sono posti dopo di loro sulla via dell’ubbidienza a Dio.

Il sommario delle gesta dell’Eterno in favore del Suo popolo è riportato nel testo, per rammentare ai credenti di ogni tempo che il Signore, dopo aver operato “anticamente”, continua ad adoperarsi per il bene della Sua Chiesa, se questa lo saprà riconoscere e servire fedelmente.

L’esortazione è diretta a non porsi al servizio di “altri dèi” ma a mettere Dio al primo posto in ogni particolare della nostra vita.

 

 

 

 

Lettura biblica: Giosuè 24:1-10 [vd. Marco 13:1-13]