Le Ossa Di Giuseppe

Le Ossa Di Giuseppe

“Le ossa di Giuseppe, che i figli d’Israele avevano portate dall’Egitto, essi le seppellirono a Sichem, nella parte del campo che Giacobbe aveva comprato dai figli di Chemor, padre di Sichem, per cento pezzi di denaro …”

[Giosuè 24:32]

Sono versetti che ci parlano di morte, di legami affettivi che si infrangono, ma queste parole sono pur sempre venate da un profondo sentimento di fede e di speranza. Il patriarca Giuseppe, morendo, disse: “… Dio per certo vi visiterà; allora portate via da qui le mie ossa” (Genesi 50:25). Per oltre centocinquanta anni le ossa di Giuseppe rimasero in Egitto in una tomba sontuosa, in seguito, al momento di lasciare quel paese, il popolo trasportò con sé le spoglie di quel grande uomo di Dio, e dopo circa sessantaquattro anni furono seppellite a Sichem.

Quello di Giuseppe fu un autentico e profondo atto di fede, infatti, nel Nuovo Testamento è detto: “Per fede Giuseppe, quando stava per morire, fece menzione dell’esodo dei figli d’Israele e diede disposizioni circa le sue ossa” (Ebrei 11:22).

Questo atto di fede è significativo: il patriarca, dando queste disposizioni, volle dichiarare a tutte le generazioni future che le sue ossa non avrebbero dovuto rimanere nella terra della schiavitù, quasi a perpetuare quella testimonianza di santità e separazione espressa in vita. Egli, sebbene trascorse praticamente l’intera esistenza lontano da quella terra promessa ai suoi padri, non riuscendo quindi a vedere l’adempimento di quelle promesse, dispose che almeno le sue spoglie mortali riposassero in quel luogo preparato da Dio per il Suo popolo.

Quale lezione profonda per tutti noi: siamo appartenuti al Signore durante la nostra esistenza terrena e lo saremo per l’eternità, ma non dobbiamo scordarci che anche la morte può rivelarsi un’occasione per testimoniare in modo esclusivo e chiaro.

Nella nostra vita, non ci dovranno essere cose tali da suscitare negli altri perplessità o sconcerto, ma piuttosto, ogni cosa dovrà essere un motivo di perenne testimonianza della fede nell’Iddio vivente per tutti quelli che verranno dopo di noi.

 

Lettura biblica: Giosuè 24:29-33 [vd. Genesi 50:22-26]