Quelli Che Piangono

Quelli Che Piangono

“Appena l’angelo del Signore ebbe detto queste parole a tutti i figli

d’Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce. Posero a quel luogo

il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al Signore”

[Giudici 2:4, 5]

Questo brano ci ricorda una verità fondamentale della fede: la possibilità di pentirsi ed essere perdonati da Dio. Il nome che i figli d’Israele diedero al luogo dove apparve loro l’Angelo dell’Eterno fu Bochim, che significa: “Quelli che piangono”.

Indubbiamente, c’è una forza immensa nel pianto, una forza che i veri credenti conoscono bene: è la forza liberatrice del pentimento. Tutti hanno provato qualche volta un forte rimorso per qualche azione poco esemplare commessa o forse, meglio ancora, abbiamo sentito il rimorso per aver agito contro la volontà di Dio. Bene, quando siamo stati ripresi dal Signore, c’è stato un momento di smarrimento che ha preceduto il pentimento e un conseguente pianto, segno inconfondibile del nostro sincero rapporto con Dio. A volte si sente dire che il pianto è una cosa da bambini. Ma grazie a Dio esistono ancora oggi “quelli che piangono”, i quali, non s’interessano più di tanto di ciò che dice la gente, ma piuttosto di quello che Dio può pensare di loro. Qui sta la differenza; chi ha il coraggio di piangere davanti al Signore sicuramente nutre verso di Lui un profondo amore e un sincero desiderio di fare la Sua volontà. Chi invece preferisce presentarsi al Suo cospetto forte della propria giustizia, si troverà nella medesima condizione del Fariseo descritto nella celebre parabola di Gesù.

Fratelli, consideriamo bene le riprensioni che ci vengono dal Signore. Non chiudiamo il nostro cuore di fronte alla Sua Parola.

Non siamo perfetti, abbiamo ancora bisogno di essere modellati secondo la perfetta immagine di Gesù Cristo. Imitiamo il popolo di Dio e pentiamoci amaramente della nostra debolezza nei confronti del Signore; se è necessario, e sicuramente lo sarà, permettiamo che il pianto liberatore scorra sulle nostre gote; esso lentamente lascerà il posto al pianto di gioia e di benedizione.

 

 

Lettura biblica: Giudici 2:1-15 [vd. Apocalisse 2:4, 5, 16]