Tolleranza Pericolosa

Tolleranza Pericolosa

“I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei

che abitavano Gerusalemme, perciò i Gebusei hanno abitato

con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino a oggi”

[Giudici 1:21]

 

Durante tutta la vita di Giosuè, Israele ha servito il Signore, ma Giosuè è ormai morto, altri debbono continuare la battaglia e conquistare le terre che Dio ha promesso al Suo popolo.

In questi versetti notiamo che, con il passare degli anni, gli Israeliti si preoccuparono sempre meno di portare a termine l’opera di conquista. Giosuè aveva soltanto conquistato il paese, e lo aveva diviso fra le diverse tribù; adesso spettava alle generazioni successive portare a termine la missione che Dio aveva loro affidato. Essi dovevano vincere e sottomettere, secondo il piano del Signore, i vari popoli di Canaan, per riuscire a entrare in pieno possesso dell’eredità che Dio aveva loro concesso.

Alcune tribù iniziarono subito questa fase di conquista; tra esse ritroviamo “Giuda, Simeone, Giuseppe”, ma molte altre, stanche di combattere, invece di scacciare i Cananei che erano rimasti, concessero loro di vivere in zone appartate, oppure se ne servirono per i lavori più umili.

In seguito a questo atteggiamento di tolleranza nei riguardi dei Cananei, gli Israeliti furono costantemente contaminati dall’idolatria e dalle pratiche immorali delle religioni pagane.

Questo è un avvertimento per i credenti di ogni tempo. I peccati, le cattive abitudini, i compromessi con il mondo non devono essere tollerati. La lettera ai Romani dice: “Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia?” (Romani 6:16).

Il Signore ci dia la grazia di ubbidire totalmente alla Sua Santa Parola e di vegliare sulla nostra vita e su quella dei nostri fratelli.

 

Lettura biblica: Giudici 1:16-36 [vd. II Corinzi 6:11-18]