Imparare a Combattere

Imparare a Combattere

“Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d’Israele

conoscessero e imparassero la guerra”

[Giudici 3:2]

 

Il libro dei Giudici narra gli eventi di uno dei periodi più oscuri del popolo d’Israele, periodo che va dalla fine del tempo della conquista da Giosuè, fino all’inizio del Regno d’Israele. Una nuova generazione si era affacciata sul palcoscenico della vita, generazione che non aveva esperienza di guerra. Purtroppo giunse il momento in cui si rese necessario imbracciare le armi. Dio stesso desiderava che imparassero a combattere, questa generazione aveva bisogno di conoscere per esperienza, di vedere e realizzare la fedeltà di Dio.

Abitando assieme a popoli stranieri, idolatri e immorali, Israele aveva bisogno di essere vigilante, per mantenersi vicino a Dio e non lasciarsi influenzare da chi lo circondava.

Come poteva Israele mantenere la fede e le vittorie conquistate? Dio voleva che Israele “conoscesse la guerra”, non per la guerra fine a sé stessa, ma affinché fosse sempre pronto e non ignorasse le tattiche del nemico.

Essere preparati è importante e aver sperimentato la fede nell’unico vero Dio, è garanzia di resistenza nel tempo della guerra. Israele aveva perduto la fede nell’Eterno e non era più in grado di resistere alle tentazioni del nemico, perché mancava di esperienza personale.

Oggi noi ci troviamo ad affrontare la stessa battaglia spirituale, giacché viviamo in un mondo ostile e malvagio, ma il Signore vuole che impariamo a essere pronti ad affrontare qualsiasi battaglia. Egli vuole che facciamo ricorso alla Sua forza, dotandoci delle armi con le quali dobbiamo combattere, al fine di resistere e vincere contro il nemico.

Il Signore ancora oggi ascolta il nostro grido di liberazione in questo mondo malvagio, ma desidera pure che noi sperimentiamo personalmente la Sua fedeltà, la Sua liberazione per essere dei buoni guerrieri della fede, poiché Egli è ancora oggi l’Iddio della nostra salvezza.

 

Lettura biblica: Giudici 3:1-6 [vd. I Timoteo 6:11-16]