Pericolosi Compromessi

Pericolosi Compromessi

“Daniele prese in cuor suo la decisione di non contaminarsi con i cibi del re e con il vino che il re beveva; e chiese al capo degli eunuchi di non obbligarlo a contaminarsi” [Daniele 1:8]

 

Gesù Cristo, nella pienezza dei tempi, affermò che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre, e in questo modo proclamò puro ogni genere di cibo. L’apostolo Paolo, da parte sua affermò che l’uomo è libero di mangiare di ogni cosa che si vende al mercato, senza dover farsene un problema per la coscienza. La presa di posizione di Daniele di non nutrirsi con i cibi della cucina reale tendeva ad evitare ogni contaminazione morale, poiché quei cibi erano spesso legati a pratiche idolatriche (I Corinzi 10:27-29).Daniele voleva stabilire una netta distinzione fra gli idoli babilonesi e il vero Dio d’Israele. Lui e i suoi amici furono risoluti quando decisero di nutrirsi unicamente di legumi e acqua fresca. La loro scelta potrebbe sembrare bizzarra, ma il Signore stesso li stava guidando in quella direzione, per dimostrare ancora una volta al potente Nabucodonosor che “l’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”.La fede di Daniele dovrebbe spingere anche i credenti di oggi a rifiutare determinati compromessi, certe allettanti proposte di collaborazione sociale, morale, ideologica in contesti che sono in pieno contrasto con la volontà di Dio. Non abbiamo bisogno degli aiuti economici di un mondo che vorrebbe vedere le masse cristiane allineate in vista dei suoi programmi filantropici. I veri cristiani non si rifiutano di stare in mezzo al mondo, perché è proprio lì che si svolge la loro missione, ma devono badare a che il mondo non li fagociti, al punto che essi non riescano più a differenziarsi dal mondo circostante. In questo caso il credente si compiace nel dare e non nel ricevere.Dunque, dobbiamo operare in un’ottica spirituale, conservando integra la purezza della nostra fede. Chi si nutre di Cristo non ha bisogno di attingere altrove per manifestare poi la saggezza, la potenza e la volontà salvifica di Dio, proprio come fecero Daniele e i suoi amici.