Vittoria Sul Nemico

Vittoria Sul Nemico

“I figli d’Israele gridarono al Signore, perché Iabin aveva

novecento carri di ferro e già da vent’anni opprimeva

con violenza i figli d’Israele”

[Giudici 4:3]

 

In quel tempo si viveva in una sorta di anarchia morale, ognuno faceva quello che personalmente riteneva più opportuno.

Israele dimenticò ben presto le opere meravigliose che il Signore aveva compiuto a loro beneficio liberandoli dalla schiavitù dell’Egitto, dimenticò che la legge che Dio aveva dato a Mosè doveva essere osservata scrupolosamente, dimenticò che la terra che essi abitavano l’avevano ricevuta per grazia e in virtù delle promesse che Dio aveva fatto ad Abramo. Essi si trovavano sotto il controllo di Dio e non dovevano né potevano fare le cose che Dio detestava, ma avendo disubbidito sperimentarono che è proprio a causa di ciò che l’ira di Dio viene sugli uomini ribelli.

Il Signore permise ai Cananei di opprimerli per vent’anni e questo popolo di collo duro imparò a proprie spese che non ci si può beffare di Dio: quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Nella distretta e nella miseria gli Israeliti sentirono il bisogno di ritornare al Signore che li amava, gridarono al Signore ed Egli suscitò loro dei liberatori, Debora donna piena di saggezza e santità, Barac, Iael, i quali furono usati da Dio, e da Lui guidati e protetti; essi diedero a Israele la vittoria, ma soltanto perché Iddio era con loro.

Se la vittoria fu possibile a Israele sotto la legge, quando si decise di tornare e gridare al Signore, quanto più noi che viviamo sotto la grazia potremo realizzare, se ci convertiamo con il cuore a Gesù Cristo e perseveriamo nella Sua Parola, per viverla e metterla in opera ogni giorno.

Gesù Cristo è il nostro Salvatore e il Capo della Chiesa. Egli presto triterà Satana sotto i nostri piedi, e ci darà la vittoria finale quando stabilirà il Suo Regno.

 

 

 

 

Lettura biblica: Giudici 4:1-24 [vd. I Samuele 12:9-11]