Lassismo Mortale

Lassismo Mortale

“Ai giorni di Samgar, figlio di Anat, ai giorni di Iael, le strade erano

abbandonate, e i viandanti seguivano sentieri tortuosi”

[Giudici 5:6]

 

Ci furono momenti nella storia d’Israele in cui Dio provvide uomini valorosi quali guide del Suo popolo, ma il popolo non li volle accettare e perì miseramente (cfr. Esodo 25:20-23). Ci furono altri momenti in cui Dio avrebbe voluto guidare Egli stesso il Suo popolo, con la Sua Parola profetica, ma esso preferì sottoporsi a un re terreno, come tutte le altre nazioni, e questo fu causa di molte sofferenze.

Anche ai tempi di Debora il popolo avrebbe voluto sfuggire al controllo di Dio per darsi al materialismo, abbandonandosi alla carnalità e, inconsciamente, alla rovina. Il Signore allora suscitò dei giudici e il popolo sembrava accettarli, ma appena quelli morivano, si dava di nuovo all’idolatria.

Dio perciò permetteva che i popoli pagani opprimessero e decimassero il Suo popolo finché questi non gridava di nuovo a Lui per essere salvato.

Questa sequenza è del tutto simile a quella seguita da molti credenti dei nostri giorni. Non per nulla l’Antico Patto è una figura di molti fatti ripresi nel Nuovo! Il lassismo morale porta alla morte. Esso nasce dalla presunzione di poter soddisfare disordinatamente e impunemente le voglie della carne.

La rottura di ogni rapporto con Dio e il crescente sfacelo con cui è alle prese la società umana sono il risultato del lassismo imperante.

Noi oggi prendiamo atto che, all’infuori del potente Salvatore che Dio ci ha mandato, Gesù Cristo, non ci sono altri salvatori; ci possono essere soltanto dei fedeli servi di Dio che incitano il popolo alla fedeltà e a guardarsi da ogni lassismo. “Vegliate e pregate affinché non cadiate in tentazione; ben è lo spirito pronto, ma la carne è debole!”.

 

 

 

 

 

 

Lettura biblica: Giudici 5:1-10 [vd. Ebrei 3:7-13]