Adorare Dio

Adorare Dio

“Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, adorò Dio; poi tornò all’accampamento d’Israele e disse: ‘Alzatevi, perché

il Signore ha messo nelle vostre mani l’accampamento di Madian!’”

[Giudici 7:15]

 

Era un momento importante, questo, nella vita di Gedeone, chiamato da Dio a liberare Israele. Ma a Gedeone mancava ancora quella pace e quella certezza che provengono da una profonda comunione con Dio, nonostante le conferme già avute.

Pur avendo risposto alla chiamata del Signore e aver chiesto dei segni per accertare la propria fede, in quella notte di prova il suo cuore era ancora attanagliato dalla paura, ma questa volta fu Dio stesso a indicargli un segno. Giunto all’estremità del campo madianita Gedeone udì un nemico narrare un sogno e la relativa interpretazione: questo lo spinse ad adorare Dio in quel preciso momento.

Mai Gedeone aveva provato una tale certezza, una tale forza nella sua vita, neppure quando Dio lo aveva chiamato: “Uomo forte e valoroso”. In quella notte la sua vita cambiò, egli comprese ciò che il Signore aveva già fatto a suo favore, la paura sparì e subentrò prontamente la lode e l’adorazione. Dal silenzio del suo cuore scaturì qualcosa che Gedeone non conosceva: l’adorazione! Non si curò del luogo, né di tornare al suo campo, neppure di un olocausto da offrire, in quel momento non aveva neppure bisogno di parole ma il “suo spirito adorava”.

Il segno che il Signore gli aveva indicato fugò ogni dubbio e gli diede la certezza che il potente Dio dei suoi padri era degno di adorazione.

Ancora oggi il Signore ci rivolge una santa chiamata, non secondo le nostre opere, ma secondo il Suo proponimento e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù, per essere veri adoratori che Lo adorano, cioè, in spirito e verità: tali sono gli adoratori che il Padre ricerca.

 

Lettura biblica: Giudici 7:13-25 [vd. Giovanni 4:21-24]