Rapporti Fraterni

Rapporti Fraterni

“Dio vi ha messo in mano i prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb;

che dunque ho potuto fare in confronto a voi? Quand’egli

ebbe loro detto quella parola, la loro ira contro di lui si calmò”

[Giudici 8:3]

 

Ècosa ardua trattare con il prossimo, soprattutto quando non si tratta delle ordinarie relazioni spesso mantenute a un livello alquanto superficiale, ma di relazioni tra fratelli, in qualità di membri di una famiglia e di una chiesa. In tali rapporti si includono naturalmente anche quelli tra genitori e figli e tra pastori e membri della comunità. Alla base vi sono sempre elementi etico-cristiani, quali l’amore, il rispetto, la comprensione, il discernimento. Una di queste buone qualità è quella che ispira la risposta che Gedeone dà a Efraim, una tribù d’Israele che la testimonianza biblica riportata in questo paragrafo e in altri ci presenta come gente suscettibile, bellicosa e attaccabrighe (cfr. Giudici 12:1-6).

Essa è tipo di quelle persone invadenti, precipitose e poco riflessive le cui azioni sono spesso provocatorie. Alla provocazione si è portati a reagire d’istinto, impulsivamente, mentre l’uomo di Dio è chiamato a riflettere, a frenare i propri impulsi naturali per evitare le conseguenze di una disputa inutile per quanto giusta.

Gedeone riesce così a superare l’attrito con la gente di Efraim e prosegue l’inseguimento del nemico. I suoi trecento uomini sono affamati e stanchi perciò, per ottenere dei viveri, si rivolge agli abitanti di Succot prima, e a quelli di Penuel dopo, suoi fratelli appartenenti a Israele. Questi glieli negano perché temono la vendetta di Madian il cui esercito è molto superiore a quello di Gedeone; ma in questo modo commettono un grave peccato: quello dell’incredulità, che denota la mancanza di una giusta visione della volontà e della potenza divine. Tale atteggiamento risulterà fatale per quella gente.

Il Signore ci dia grazia di conoscere la Sua volontà in modo da non essere di intralcio ai Suoi piani, concedendoci la sapienza e il discernimento necessari per trattare con i nostri fratelli e possedere la giusta visione della Sua opera.

 

Lettura biblica: Giudici 8:1-16 [vd. Atti 2:42-47]