Testamento Spirituale

Testamento Spirituale

“Dopo Abimelec, per liberare Israele, vi fu Tola, figlio di Pua,

figlio di Dodo, uomo d’Issacar. Dopo di lui vi fu Iair, il Galaadita,

che fu giudice d’Israele per ventidue anni”

[Giudici 10:1, 3]

 

Il testo odierno ci presenta due giudici d’Israele, Tola e Iair che entrano ed escono dalla Scrittura senza lasciare alcun segno particolare del loro operato.

Di Tola sappiamo che ufficiò in Israele ventitré anni poi morì. Nulla viene ricordato della sua vita, delle sue parole e delle sue opere. Di Iair, invece, è detto qualcosa di più e cioè che ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città. Del primo non è detto nulla perché evidentemente non ha fatto niente che valesse la pena di essere raccontato, del secondo è detta l’unica cosa per cui si distinse, 30 figli che cavalcavano 30 asinelli e che avevano 30 città. Nessuno di noi si sognerebbe di fare riferimento alla vita di costoro per trovarvi un incoraggiamento alla fede, alla consacrazione, alla preghiera, all’umiltà e all’amore per il Signore. Quello che ognuno avrà seminato quello raccoglierà. Le future generazioni si ricorderanno soltanto di quanti, nel bene e nel male, avranno lasciato un segno tra gli uomini. Alcuni saranno ricordati per le loro ricchezze, altri per il loro eroismo, altri per la loro malvagità e altri per molto meno, trenta figli che cavalcavano trenta asinelli, ma in questo non v’è gloria! Quanto è più prezioso leggere di Abele, il quale “benché morto, parla ancora” (Ebrei 11:4) e non v’è dubbio che parla ancora con l’eccellente testimonianza della sua vita. E che dire della donna che spezzò il vaso di alabastro, pieno di olio profumato di grande valore che versò sui piedi di Gesù? Ai suoi detrattori, il Maestro replicò immediatamente: “In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei” (Marco 14:9).

Operiamo in maniera che non si debba dire che tutto quello che abbiamo fatto riguarda soltanto le realtà della vita presente e non quelle dell’esistenza futura, perché “… chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna”.

 

Lettura biblica: Giudici 10:1-5 [vd. Salmo 112]