Infedeltà e chiamata

Infedeltà e chiamata

“Quel giorno avverrà che io spezzerò l’arco d’Israele nella valle di Izreel”

[Osea 1:5]

 

Questi versetti ci parlano dell’ infedeltà del popolo d’Israele, sposa del Signore, e della sua ingratitudine verso Dio. Osea ricevette dal Signore l’ordine di prendere per moglie una meretrice.

Con questo matrimonio, Dio voleva ancora una volta dimostrare l’amore per la traviata Israele. Il matrimonio del profeta fu una illustrazione di quello che andava predicando. Anche i nomi dei suoi figli lo confermano. La valle di Izreel era l’antico campo di battaglia sul quale il regno sarebbe caduto. Dando a suo figlio lo stesso nome, Osea voleva dire al re e a tutta la nazione: ecco, l’ora della punizione è venuta.

La seconda figlia fu chiamata “Lo-Ruama”, cioè: “Che non ottiene compassione”. Il terzo figlio: “Lo-Ammi” (non più mio popolo), e preannuncia la chiamata da parte di Dio di un altro popolo, diverso da Israele (cfr. Romani 9:25).

Che cos’è l’infedeltà? Tutto ciò che priva Dio dei nostri affetti, non ponendo al primo posto il Signore. La sposa deve imitare lo Sposo, e siccome Egli è santo, anche la Sposa deve esserlo in tutta la sua condotta: “Ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta” (I Pietro 1:15). Israele, invece, aveva perduto questa caratteristica e si era corrotto.

L’avversario aveva vinto, portando il popolo all’idolatria. Questa sua opera non è cessata, il nemico è sempre in agguato, cercando di sviare le anime. Vi è un solo mezzo per vincere: avviciniamoci a Dio, poiché in tal modo Egli si avvicinerà a noi. Sottomettiamoci a Lui, contrastiamo il diavolo ed egli fuggirà da noi.

Le due armi potenti che ci permettono di vincere il nemico della nostra anima e rimanere fedeli e santi al cospetto del Signore sono la preghiera e la lettura della Parola di Dio.