Ritorno alla fedeltà

Ritorno alla fedeltà

“Poi i figli d’Israele torneranno a cercare il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno tremanti al Signore e alla sua bontà, negli ultimi giorni”

[Osea 3:5]

 

Era un’amara situazione quella del popolo d’Israele che s’era dato all’adulterio spirituale, tradendo Dio con la sua indifferenza e disubbidienza.

Una storia, questa, che è l’immagine dell’attuale situazione di un mondo che si dichiara cristiano e appartenente a Dio, ma che in realtà è infedele e si abbandona all’idolatria di qualsiasi genere.

Oggi facilmente si deride chi, pur non essendo amato dai propri cari, li continua ad amare, passando sopra all’infedeltà e superando quella che dovrebbe essere – secondo l’insegnamento de Vangelo – la misura umana del perdono.

Un richiamo glorioso alla santità, alla castità e al timore spirituale ci viene rivolto dal Dio vivente che continua ad essere l’Iddio pieno d’amore per tutti. Egli, per instaurare con noi una rinnovata comunione spirituale, ha dato il Suo Unigenito Figliuolo Gesù Cristo a morire sulla croce.

L’infinito amore di Dio richiede una risposta da parte nostra. Perciò, ritorniamo al Signore, per mezzo di Gesù, con una vita di perseverante ubbidienza, di fedeltà e di amore verso di Lui, nella viva aspettazione del Suo imminente ritorno.

Ricordiamoci che Gesù tornerà per portare con Sé tutti coloro che non soltanto si definiscono cristiani ma che, con una condotta veramente degna di tale nome testimoniano della potenza di Dio in loro, divenendo così la Sua Chiesa, la Sua sposa perfetta, che in un mondo di tenebre e di angoscia rimane fedele al diletto sposo: Cristo Gesù.