Mancanza di conoscienza

Mancanza di conoscienza

“Ascoltate la parola del Signore , o figli d’Israele. Il Signore ha una

contestazione con gli abitanti del paese, poiché non c’è verità,

né misericordia, né conoscenza di Dio nel paese”

[Osea 4:1]

 

Lo Spirito Santo, per bocca del profeta Osea, esprime qui una delle più grandi verità bibliche che è quella riguardante l’importanza della conoscenza di Dio! La conoscenza del Signore non può essere soltanto teorica o meramente intellettuale, ma deve diventare ed essere reale. Non basta aver sentito parlare o, di più, sapere tutto di Dio, bisogna invece conoscerLo personalmente e vivere quotidianamente tale conoscenza.

Si deve giungere ad una conoscenza spirituale di Dio e delle realtà divine, con tutte le implicazioni etiche e pratiche che ciò comporta. L’apostolo Paolo, infatti, nella lettera ai Romani, tratta il medesimo argomento ricordandoci che lo zelo religioso è una cosa lodevole, com’è lodevole la sincerità e la spontaneità. Tuttavia né la sincerità né lo zelo possono fare a meno della esatta conoscenza della verità. Il detto popolare secondo il quale “tutte le religioni sono buone” è la formula che può attagliarsi alla perfezione soltanto a chi poco si cura delle questioni religiose e ancor meno della propria salvezza. Nessun malato oserebbe dire che tutti i rimedi sono buoni, sostenendo che l’importante è assumerne, di quanto in quanto, qualche piccola dose. Nessuna persona di buon senso direbbe che tutte le teorie scientifiche o morali, o sociali sono buone purché credute sinceramente tali.

Se esiste una via di salvezza per l’uomo ci interessa conoscerla con esattezza. Di qui la necessità di esaminare personalmente, con tutti i mezzi a nostra disposizione, le questioni concernenti la nostra salvezza. E dove trovare maggior luce se non nella Sacra Scrittura? Una volta conosciuta la verità, dobbiamo cercare di “aggiungere alla nostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…”. Si tratta di una conoscenza prettamente spirituale, che si realizza in preghiera nell’intima comunione con Dio, mediante la meditazione della Sua Parola.