Torniamo al Signore

Torniamo al Signore

“Diranno: Venite, torniamo al Signore, perché egli ha strappato,

ma ci guarirà; ha percosso, ma ci fascerà”

[Osea 6:1]

 

Si stava realizzando quella situazione tante volte stigmatizzata dal Signore: “Questo popolo mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me!” (cfr. Isaia 29:13). Dietro a questo falso proponimento si nascondono delle situazioni di peccato.

– L’ ipocrisia! “La vostra pietà è come la rugiada del mattino che presto scompare!” (v. 4). Tutto l’amore e la devozione verso Dio non sono nient’altro che apparenza, fumo negli occhi! In realtà, questo popolo crede che basti un po’ di religiosità, un pizzico di formalismo per farsi accettare dal Signore; ma non è così! La sincerità dell’interiore, la vera devozione e non il mero formalismo che il popolo pensava di offrire, sono le sole cose che Dio gradisce! (v. 6).

– L’ insubordinazione! “Ma essi, come Adamo, hanno trasgredito il mio patto!” (v. 7). Il tempo trascorso non ha insegnato loro nulla! “Si sono comportati perfidamente verso di me!” (v. 7). Non c’è nulla di peggiore della disubbidienza: “l’ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più che il grasso dei montoni; infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici!” (I Samuele 15:22, 23). La disubbidienza, se non viene abbandonata, porta alla menzogna cui fa seguito lo sviamento e la perdita della comunione con il Signore.

– L’ irriverenza! “Nella casa di Israele ho visto cose orribili!” (v. 10). La santità perfetta di Dio era offesa dallo spettacolo di degrado morale e spirituale nel quale versava il popolo. La tolleranza verso le abitudini e le usanze dei popoli pagani che Israele aveva risparmiato, aveva fatto sì che ora gli stessi Israeliti praticassero tutte le nefandezze di questi popoli.

“Venite, torniamo al Signore!”. Certo, è un bel proponimento! Ma torniamoci confessando i nostri peccati, riconoscendo tutte le nostre mancanze, umilmente, ma fiduciosi nella promessa di Colui che dice: “Colui che viene a me io non lo caccerò fuori!” (Giovanni 6:37).