La falsa testimonianza

La falsa testimonianza

“Non ti rallegrare, o Israele, fino all’esultanza, come i popoli;

perché ti sei prostituito, abbandonando il tuo Dio …”

[Osea 9:1]

 

Il mondo riesce ad attrarre gli uomini in vari modi e con mille espedienti capaci di carpire l’attenzione e distrarre da ciò che conta veramente, ma ogni cosa è tristemente finalizzata ad infondere e propagare delle false speranze e delle illusorie certezze.

È una falsa speranza quella di poter vivere costantemente un’esistenza felice e spensierata, poiché, inevitabilmente, si dovranno affrontare dei momenti difficili, delle situazioni addirittura drammatiche, che comprometteranno una felicità fondata su presupposti troppo inconsistenti.

È una falsa speranza credere che il denaro possa sistemare ogni cosa e risolvere qualsiasi problema, anzi, nella Scrittura ci viene ricordato che il denaro è “la radice di ogni male”.

È una falsa speranza credere in riti e formalismi, che dovrebbero dare significato e valore alla vita, ma che invece sbarrano all’individuo la porta della salvezza.

È una falsa speranza pensare di rincorrere per una vita intera il mondo con le sue illusioni.

Il profeta qui dice: “l’aia e il frantoio non li nutriranno, e il mosto deluderà la loro speranza”, e più avanti, “i giorni della punizione vengono, vengono i giorni della retribuzione”.

Per ogni cosa vi è una retribuzione, un salario, e quello del peccato è la morte. Il peccato “paga” sempre con la morte chi lo commette. Esso “retribuisce” chi se ne rende colpevole con la desolazione e l’angoscia, qui e nell’eternità. La vita, invece, è il premio di quanti hanno fondato la loro speranza su Colui che ha fatto le promesse. Essi hanno creduto senza dubitare, correndo verso il traguardo che sta loro dinanzi, al fine di afferrare Cristo. Egli è la sola speranza!