Fedeltà autentica

Fedeltà autentica

“Israele era una vigna rigogliosa, che dava frutto in abbondanza;

piú abbondava il suo frutto, piú moltiplicava gli altari;

piú bello era il suo paese, piú belle faceva le sue statue”

[Osea 10:1]

 

Non è facile comprendere per intero la profondità di questa parola: “Fedeltà”. È molto facile pronunciarla, ma non è altrettanto semplice viverla a fondo nel nostro rapporto con Dio. Le promesse non hanno alcun valore, la sincerità è una pura chimera, se alla base di tutto non vi è la “Fedeltà”. L’uomo è sempre venuto meno ai patti, si è da sempre preso gioco delle promesse fatte, nella sua vita ha troppe volte dimostrato infedeltà, mancanza di sincerità e di lealtà. Osea, per lo Spirito Santo, mette ancora una volta in risalto la disubbidienza e l’infedeltà del popolo.

Ma il nostro Dio è un Dio fedele, le Sue promesse sono veritiere e godono di assoluta credibilità: Egli ha detto che verrà per rapire la Sua Chiesa, per portarla con Sé nell’eternità. Egli è stato fedele con noi dandoci la salvezza, il perdono, la giustificazione, il battesimo dello Spirito Santo e il cibo spirituale per la nostra crescita. Ma noi che cosa stiamo dando noi a Lui? La nostra fedeltà a che punto è arrivata? È soltanto una questione di facciata oppure la nostra fedeltà verso Lui e la Sua Parola è qualcosa di autentico?

Nella parabola dei talenti il Signore ci offre un esempio di servizio fedele, per mezzo della figura del servitore infedele, quello che non seppe trafficare il dono che Dio gli aveva dato.

Quel servo nascose quanto aveva ricevuto, pur sapendo che il suo padrone voleva trovarne il frutto al suo ritorno. Ancora oggi, esistono credenti simili a questo infedele servitore, che dovranno affrontare, purtroppo, le medesime conseguenze, cioè l’allontanamento eterno dalla presenza di Dio. Facciamo, dunque, un esame al cospetto della “fedeltà” di Dio, e se scopriamo la nostra infedeltà, umiliamoci davanti al trono della Sua Grazia, facendoci veramente modellare dalla Sua mano, come l’argilla nelle mani del vasaio, al fine di ricevere, anziché il castigo eterno, la corona della vita.

Dio è fedele, perciò anche la Chiesa deve esserlo! Il Signore ci aiuti ad essere dei “buoni e fedeli servitori” perché il Suo ritorno è vicino.