Promesse Mantenute

Promesse Mantenute

 

“Iefte fece un voto al Signore e disse:

Se tu mi dai nelle mani i figli di Ammon …”

[Giudici 11:30]

 

Il testo ci parla di Iefte e del voto fatto al Signore. Siamo presi dall’orrore al solo pensiero che un uomo della sua levatura abbia potuto compiere una tale leggerezza, andando palesemente contro la volontà di Dio (cfr. Deuteronomio 12:31; 18:9).

Molti commentatori biblici, prendendo spunto dal titolo che è su alcune versioni della Bibbia, presentano Iefte come un credente che, con leggerezza, compie un voto che poi si ritorcerà a suo danno. Questa interpretazione sarebbe anche plausibile se nell’epistola agli Ebrei, al capitolo undici, Iefte non fosse ricordato come un esempio di fede. I commentatori della Bibbia sono divisi in due gruppi, alcuni affermano che Iefte offerse sua figlia sull’altare di Dio e questo sarebbe il prezzo del suo voto temerario, altri affermano che Iefte adempì il voto non permettendo che sua figlia andasse a marito e quindi, troncando per sempre la sua posterità, egli adempì il voto al Signore. In Israele, una ragazza che rinunciava al matrimonio, era considerata come morta nel senso che da lei non poteva aversi alcuna discendenza.

è consigliabile non essere dogmatici in passaggi della Scrittura che hanno dato filo da torcere a molti commentatori e anche a traduttori della Bibbia. Infatti, sembra che la seconda ipotesi sia più plausibile perché in nessun caso Dio ha mai permesso sacrifici umani e Iefte viene ricordato per la sua fede.

Indubbiamente, la lezione che giunge a noi è quella di non fare a Dio promesse alla leggera, ma piuttosto, di mantenere fede ai voti che facciamo a Lui, anche quando queste comportano un prezzo molto elevato da pagare. Iefte era un figlio illegittimo e quindi non aveva ufficialmente alcuna discendenza, preferì con il voto fatto a Dio e pienamente mantenuto, rimanere senza discendenza ed essere integrato nel numero di quelli che per fede e con perseveranza hanno fatto proprie le promesse a loro rivolte.