Un Epitaffio Onorevole

Un Epitaffio Onorevole

“Dopo di lui fu giudice d’Israele Ibsan di Betlemme …”

[Giudici 12:8]

Iversetti della nostra lettura di oggi, di cui riportiamo il primo qui sopra, ci parlano della storia di tre persone chiamate a svolgere un compito particolare: essere giudici in Israele.

Il giudice ricopriva una carica importante in quel tempo, era chiamato da Dio per liberare le tribù d’Israele dai loro nemici o per mandare a effetto i giudizi del Signore.

Leggendo il libro dei Giudici scopriamo che molti di loro hanno operato correttamente in favore d’Israele. Guidati da Dio, hanno difeso e liberato il popolo riportando vittorie straordinarie. Ci basti ricordare Debora, Gedeone o Iefte e le loro vicende che emergono in modo fulgido dalle pagine della Scrittura.

Dei tre giudici menzionati nel nostro brano, definiti insieme con altri “minori”, non si narrano imprese straordinarie. Ibsan, che fu giudice per sette anni, è ricordato per i matrimoni dei suoi sessanta figli. La storia di Elon è priva di ogni dettaglio, eppure fu giudice per dieci anni. Abdon è ricordato per aver avuto quaranta figli e trenta nipoti e la sua più grande impresa fu di aver comprato settanta asinelli che essi cavalcavano come segno di distinzione.

Tre storie assolutamente piatte, senza lotte, senza guerre ma anche senza vittorie. Storie monotone, con conseguenze negative evidenziate nel versetto uno del capitolo tredici.

Si potrebbe forse pensare che Dio non ha fatto scrivere quello che hanno compiuto, e speriamo che sia così, ma generalmente Egli rivela anche con una sola parola il lavoro compiuto dai Suoi servi. Allo Spirito Santo non servono molte parole per far conoscere il sentimento e il lavoro dei servi fedeli. Per che cosa vogliamo essere ricordati? Per non aver fatto niente o per aver servito il Signore fedelmente?

Chiediamo al Signore di aiutarci a fare qualcosa per Lui oggi; qualcosa che possa onorare Dio ed essere scritto nel libro delle Sue memorie.

 

 

Lettura biblica: Giudici 12:8-15 [vd. Malachia 3:13-18]