Il Rimedio Divino

Il Rimedio Divino

“Suo padre e sua madre gli dissero: ‘Non c’è tra le figlie dei tuoi fratelli

in tutto il nostro popolo una donna per te? Devi andare a prenderti

una moglie tra i Filistei incirconcisi?’ Sansone rispose a suo padre:

‘Prendimi quella perché mi piace’”

[Giudici 14:3]

 

Quanti errori si commettono a causa della foga giovanile, sbagli che a volte si pagano cari. Errori per lo più dovuti al fatto di non aver voluto prestare ascolto ai consigli di chi ha più esperienza di noi. Sansone commise proprio questo sbaglio e lì iniziò la sua rovina. Anche se queste sono le sue prime imprese, anche se non era ancora divenuto giudice d’Israele, era già iniziata la sua parabola discendente. A dire la verità, la vita di Sansone non si può dire che fu vissuta nell’ubbidienza e nella fedeltà al Signore, se non al momento di morire. Aveva iniziato subito con il piede sbagliato e se il Signore continuò a usarsi di lui, fu probabilmente per la fedeltà e rettitudine di sua madre.

Ciò ci insegna che a volte dovremmo vergognarci: affermiamo che il Signore si è usato di noi, ma anche se non lo diciamo espressamente, desideriamo che una buona dose di gloria ci venga attribuita. In realtà, tutto ciò che facciamo è soltanto frutto dell’immensa misericordia di Dio. Non ci illudiamo di essere più giusti, più bravi di Sansone, di certo abbiamo ben pochi pregi e tanti difetti i quali dovrebbero ricordarci che la cosa migliore è continuare a chiedere le forze e l’aiuto del Signore.

E tu fratello? che sei stato usato da Dio, tu che affermi che per mezzo del tuo intervento le anime siano state salvate, guarite, battezzate… Non credi di sbagliare? Non credi d’esser vittima di un grossolano abbaglio come Sansone? Non credi soprattutto che se Dio ti ha usato e ti usa, ciò è frutto soltanto della Sua infinita misericordia?

Bene, se riconosciamo il nostro errore, confessiamolo a Dio e, nascosti dietro al sangue di Gesù Cristo, proseguiamo il nostro corso con fedeltà.