Sansone Vittorioso

Sansone Vittorioso

“Quando giunse a Lechi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia, ma lo Spirito del Signore lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco;

e i legami gli caddero dalle mani”

[Giudici 15:14]

 

Manoà, padre di Sansone, era un uomo timoroso di Dio e delle Sue leggi. Egli aveva ricevuto dal Signore il comandamento di non far passare sul suo capo alcun rasoio, perché avrebbe dovuto essere Nazireo, termine questo derivante da una radice ebraica che significa “separato”.

Lo Spirito del Signore era sul giovane Sansone, guidava, giudicava, e proteggeva il popolo di Dio, ma la viltà dei Giudei che temevano le rappresaglie dei Filistei li condusse a consegnare Sansone nelle loro mani, ritenendo che così facendo avrebbero ottenuto la libertà; “… ma lo Spirito del Signore lo investì …” e, con la potenza ricevuta da Dio, egli uccise mille Filistei, oppressori del suo popolo.

Avendo sete gridò al Signore, e il Signore fece uscire dell’acqua dal sasso tanto che Sansone dopo aver bevuto si fortificò, riacquistò energia, e ringraziò Iddio.

Ebbene, il Signore ancora oggi ha dei figli consacrati, servi di Dio che guidano il Suo popolo in mezzo alle distrette, ma, alle volte, il popolo provato ritenendo che la colpa vada imputata al conduttore, decidono di sbarazzarsene, non apprezzando quanto egli fa per il loro bene. In queste circostanze il conduttore e ogni servo di Dio, dovrebbe gridare al Signore per essere fortificato e sostenere così le battaglie contro le avversità lanciate dall’avversario. Ogni servo di Dio deve essere pronto alle battaglie proprio come Sansone, e questo si può realizzare soltanto se lo Spirito del Signore è sopra di lui.

Il conduttore – rivestito dello Spirito Santo – dovrebbe possedere almeno quattro caratteristiche: 1) aver timore di Dio; 2) essere continuamente in comunione con Lui; 3) pregare e ringraziare continuamente il Signore; 4) meditare le Sacre Scritture giorno e notte.

E tutto questo vale non solamente per il conduttore, ma anche per ogni singolo credente che vuole sbaragliare l’avversario.

 

Lettura biblica: Giudici 15:13-20 [vd. I Tessalonicesi 5:16-22]