Riabilitazione e Vittoria

Riabilitazione e Vittoria

“Allora Sansone invocò il Signore e disse: ‘ Signore mio Dio, ti prego,

ricòrdati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio …’”

[Giudici 16:28]

 

La forza di Sansone non dipendeva tanto dalle forme esteriori richieste dal voto, ma dalla consacrazione a Dio e dalla guida dello Spirito Santo. Spinto dal temperamento sensuale si unì a una donna filistea di nome Dalila che, bramosa di ricevere il denaro promessole dai principi Filistei, dopo vari tentativi, riuscì a sedurlo e a carpire il segreto della sua forza. Sansone “… le aperse tutto il suo cuore” (v. 17). Rinnegò il rapporto diretto che doveva avere con il proprio Signore. Alle grida di Dalila, Sansone si alzò; ma questa volta non poté difendersi perché non sapeva che il Signore si era ritirato da lui (v. 17).

I Filistei lo presero, gli cavarono gli occhi, lo resero schiavo e lo misero a girare la macina. Alla tortura fisica aggiunsero quella morale. Girare la macina era un lavoro riservato alle donne.

Prendendo esempio da Sansone, non confidiamo nelle nostre forze. La troppa fiducia in noi stessi ci porta lontani da Dio e al fallimento. Il Signore ci aiuti a camminare nella guida della Sua Parola. “Chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere” (I Corinzi 10:12). I Filistei attribuirono al loro dio Dagon il merito della sconfitta di Sansone. Per onorarlo prepararono una grande festa.

Al culmine di quella festa la gente volle vedere Sansone per divertirsi alle sue spalle. Ciò indusse Sansone a cercare il Signore (v. 28), sapendo che Egli è la sorgente della forza. “Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (I Giovanni 1:9). Il peccato di Sansone non vanificò la fedeltà di Dio. Il Signore rispose alla sua preghiera, non per soddisfare il suo desiderio di vendetta, ma per mostrare ai Filistei che Dagon e le forze di Satana non potevano trionfare su Dio. Il Signore rende onore a coloro che sinceramente si pentono, ma camminiamo nella Sua volontà, confidiamo in Lui ed eviteremo esperienze umilianti.

 

 

Lettura biblica: Giudici 16:16-31 [vd. Osea 6:1-3]