Ripristinare Il Rappporto Con Dio

Ripristinare Il Rappporto Con Dio

“Proclamate un digiuno, convocate una solenne assemblea! Riunite gli anziani e tutti gli abitanti del paese, nella casa del Signore, del vostro Dio, e gridate al Signore!”[Gioele 1:14]

Quello di Gioele è un libro antichissimo, scritto forse nel IX secolo a.C., ma che presenta dei contenuti profetici tutt’altro che trascurabili. Una spaventosa carestia e un’incontenibile invasione di locuste aveva stremato il paese, privandolo di tutte le risorse e gettando gli abitanti nella massima costernazione. Il popolo era in ginocchio economicamente e moralmente, ma questi eventi disastrosi avrebbero dovuto, prima di ogni altra cosa, indurre Israele a piegare le ginocchia per implorare l’intervento del Signore. Dio allora invita la nazione a fare cordoglio e umiliarsi: il popolo era in una condizione di decadenza spirituale gravissima. Era giunto il momento di ripristinare il rapporto di Israele con Dio.

Le avversità che si sono abbattute su Israele ci fanno tornare alla mente i giudizi che la terra dovrà affrontare nei suoi ultimi giorni. Se cambiano i tempi, i luoghi e le modalità del castigo divino, rimangono sicuramente uguali le misure da porre in atto per scongiurare la giusta ira di Dio. Sembra quasi che, pur nella varietà di vicende di cui è intessuta la storia biblica, sullo sfondo sia distinguibile una trama di principi costanti, da cui il Signore non deflette e che rendono inconfondibile il Suo stile.

Forse le serie difficoltà in cui ci troviamo sono dovute alla nostra disubbidienza. Ricordiamo che Dio sussurra la Sua volontà in preghiera, parla nelle circostanze di ogni giorno, ma grida nella prova e nella sofferenza.

Il dolore è il megafono di Dio, perché spesso solamente nella sofferenza si è disposti a fermarsi per prestare ascolto. Alle volte non rimangono altre possibilità: dinanzi all’indifferenza, soltanto una prova, solamente una dura punizione, possono risvegliare delle coscienze narcotizzate e degli spiriti assopiti. Preghiamo e vigiliamo, affinché la nostra vita non sia mai coinvolta nei giudizi di Dio.