Il Grido Del Signore

Il Grido Del Signore

“… Il Signore rugge da Sion, egli fa sentire la sua voce da Gerusalemme; i pascoli dei pastori sono desolati e la vetta del Carmelo è inaridita’” [Amos 1:2]

Credo che, almeno una volta nella vita, ognuno di noi abbia avuto modo di udire qualcuno gridare con l’intento di scongiurare un pericolo, se non addirittura una tragedia. Qualcuno, gridando con prontezza, è riuscito a raggiungere il suo scopo, qualcun altro forse no; in ogni caso, un grido richiede attenzione. Nel nostro caso, è il Signore che “dà il Suo grido” e lo fa tramite il profeta Amos, un umile mandriano. Oltre a pascolare il gregge, egli coltivava i sicomori, e da questa duplice attività traeva il suo sostentamento (cfr. Amos 7:14).

In un periodo in cui i costumi del popolo d’Israele degeneravano in maniera inarrestabile, tutte le questioni riguardanti la fede e la morale lasciavano molto a desiderare. Il Signore chiamò Amos proprio mentre stava pascolando il suo gregge (cfr. Amos 7:15), e lo mandò a predicare il ravvedimento e l’incombente giudizio di Dio: ci sarebbero stati imminenti castighi per tutti i colpevoli, nessuno sarebbe stato risparmiato. Infatti, dopo soli due anni dalla sua chiamata, ci fu un devastante terremoto, dagli effetti veramente disastrosi, al punto che, dopo circa trecento anni, il profeta Zaccaria lo menziona ancora come un esempio terrificante (cfr. Zaccaria 14:5). Dalla lettura di questo capitolo, notiamo un principio divino di portata universale, che potremmo definire in questi termini: il peccato dell’individuo porta al giudizio dell’individuo, come il peccato della nazione porta al giudizio della nazione. Questo principio era valido sia per il popolo eletto di Israele sia per i popoli pagani. Siri, Filistei, Edomiti, Ammoniti, Tiri… che non potevano certamente pensare di rimanere impuniti. Viene dimostrata, quindi, l’universale sovranità di Dio; Egli è il Signore, è sovrano e signoreggia sulle vicende degli uomini, e guida gli avvenimenti dell’universo.

Nel considerare queste cose, ricordiamo sempre che Dio è giustizia nella stessa misura in cui è amore. È per questo, infatti, che dice: “… io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva …” (Ezechiele 33:11)