Privilegio e responsabilità

Privilegio e responsabilità

“Ho suscitato dei profeti tra i vostri figli e dei nazirei tra i vostri giovani. Non è forse cosí, o figli d’Israele? dice il Signore” [Amos 2:11]

L’oracolo contro Giuda ed Israele ci porta a considerare la chiamata che Dio aveva rivolto alla nazione che si era scelto. Il popolo del Signore aveva ricevuto il compito di essere luce fra le genti, testimoniando della potenza del Dio unico: Yahwèh.

Il Signore rammenta al Suo popolo di ieri, e indirettamente a quello di oggi, come si era adoperato per fare di esso una nazione stabile e potente. Dal v. 9 al v. 11 sono enumerate le opere che Egli aveva compiuto in favore di Israele: la liberazione dall’Egitto, la sconfitta dei nemici e, soprattutto, il ministerio profetico affidato a uomini che non avrebbero rifiutato di annunciare direttamente la volontà del Signore.

Furono scelti tra tanti nonostante le loro paure, insicurezze e debolezze, come parte dell’opera meravigliosa di Dio, tesa a salvare l’uomo dal suo peccato, per offrirgli un destino glorioso verso il quale anche noi camminiamo. Israele era cosciente della sua elezione e delle responsabilità che questa posizione di privilegio comportava, in risposta alla fedeltà di Colui che lo aveva chiamato. Fu proprio in questo che Israele fallì e su questo punto possiamo fallire tragicamente anche noi. Essere posti su un piano diverso non deve diventare un motivo di orgoglio ma una ragione in più per impegnarci, affinché anche altri giungano allo stesso livello. Gli onori che Dio ci concede fanno gravare su di noi un carico di responsabilità non indifferente: abbiamo ricevuto molto, ed ora il Signore si aspetta molto da ognuno di noi.

Di fronte al privilegio concessoci, è importante riconoscere la nostra indegnità, ed assolvere fino in fondo il servizio che il nostro Dio e il mondo stesso si attendono da noi.