La Parola del Signore

La Parola del Signore

“Ascoltate questa parola che il Signore pronunzia contro di voi, o figli d’Israele, contro tutta la famiglia che io ho condotto fuori dal paese d’Egitto” [Amos 3:1]

La logica di Dio è sicuramente diversa dalla nostra, i Suoi propositi spesso ci sfuggono e alcune questioni possono rimanere irrisolte, ma quel che è certo è che il Signore rivela le Sue intenzioni alle persone attente alla Sua voce. E la Sua voce è chiara e inimitabile.

Al versetto 7 viene usato il verbo “rivelare” che in ebraico si può tradurre anche con “denudare” o “spogliare”. Le reazioni di Dio non sono condizionate dal pensiero che va per la maggiore, non sono frutto del capriccio o di una condotta irrazionale, ma seguono un principio ben preciso e presentano dei tratti ricorrenti. Il Signore mette a nudo il Suo piano e lo fa avvisando, ammonendo, rimproverando, secondo una costante progressione, nell’intento di stornare i propositi dell’uomo dal peccato e ricondurre ogni essere umano davanti a Sé con un cuore puro ed umile.

Nei primi versetti del capitolo viene esposta una legge rigorosa dalla quale Dio stesso non può discostarsi, per amore di Sé e della Sua giustizia. Il ragionamento trae la sua forza dimostrativa dal nesso di necessità che vincola ogni effetto alla sua causa: il leone ruggisce perché intravede una preda, la tagliola scatta soltanto quando un animale vi è incappato, allo stesso modo una sciagura si abbatte su di una città soltanto perché Dio la permette.

Non possiamo fare “gli struzzi” per tutta la vita, non possiamo gestire la nostra esistenza a piacimento, nella convinzione di rimanere impuniti. Viviamo ancora nel tempo della pazienza di Dio ma arriverà il giorno in cui tutti i nodi verranno al pettine. Forse già domani i segnali del Signore si affievoliranno fino a scomparire del tutto, forse quella che tanta gente riceve è l’ultima opportunità per cambiare vita, l’ultima possibilità per ravvedersi, poi… sarà troppo tardi. Prestiamo attenzione alle parole che il nostro Dio pronuncia, e non soltanto quelle “a favore” ma anche a quelle “contro” di noi.