Mera Illusione

Mera Illusione

“Guai a voi che desiderate il giorno del Signore! Che vi aspettate dal giorno del Signore? Sarà un giorno di tenebre, non di luce”[Amos 5:18]

Forse le parole del testo suoneranno strane ai nostri orecchi. Esse appaiono in contrasto con la speranza cristiana: la risurrezione dell’ultimo giorno. Questo oracolo pronunciato dal profeta Amos, ci permette, in realtà, di considerare attentamente una verità spirituale molto utile per la nostra vita cristiana.

C’è una differenza profonda fra l’attesa umana e quella divina. L’aspettativa che generalmente anima l’uomo è condannabile poiché vede nel giudizio finale una rivincita del “giusto” sull’empio. Israele era consapevole della posizione di privilegio che godeva agli occhi di Dio, ma troppo spesso faceva dell’onore ricevuto un’occasione di vanto, quasi che la sua elezione lo ponesse in una dimensione superiore, sottratta alla giustizia divina. Ogni torto che gli Israeliti ritenevano di aver subito dalle nazioni circonvicine avrebbe dovuto essere vendicato, e vedevano quindi nell’ultimo giorno, nel giorno del Signore, il momento della loro rivincita, l’occasione per gioire dell’ira di Dio che si sarebbe abbattuta su quei popoli! Un sentimento pericoloso questo, che conduce Israele a ragionare alla stregua degli altri popoli. Ma Dio, non lo lascia cullare in queste illusioni, e gli ricorda che dovrà giudicarlo non più come popolo eletto, ma come un popolo caduto. Il capitolo inizia infatti, con le parole: “La vergine d’Israele è caduta, non risorgerà più …” (v. 2).

La speranza cristiana ci spinge, invece, ad elevare il nostro sguardo verso Dio con timore e tremore. Noi attendiamo l’ultimo giorno per incontrare il nostro Salvatore e realizzare la comunione con tutti i nostri fratelli, con tutti coloro che credono e crederanno in Cristo Gesù. Questo tipo di attesa ci spinge ad avere compassione per il mondo che perisce, e ci sprona predicare il Vangelo affinché molti possano credere mentre c’è ancora tempo.

Ci aiuti il Signore ad alimentare in noi questo sincero sentimento d’amore per l’umanità.