La Vera Consolazione

La Vera Consolazione

“Tutti quelli che ti vedranno fuggiranno lontano da te, e diranno: Ninive è distrutta! Chi la compiangerà? Dove ti cercherò dei consolatori?” [Naum 3:7]

Il messaggio finale di Naum ha per tema la giustizia divina e spiega le ragioni della Sua vendetta. Tutta la profezia si alterna tra la descrizione dei peccati di Ninive e il giudizio di Dio. In presenza di una tale corruzione, di una crudeltà tanto brutale, di una depravazione così assoluta, non ci si può attendere che la manifestazione “dell’ira di Dio sugli uomini ribelli”, Egli compie quest’opera per cancellare una piaga simile. È stato ripetutamente detto che l’ira del Signore è una conseguenza diretta, diremmo quasi naturale del peccato: proprio come da una causa derivano determinati effetti così avviene che “il salario del peccato è la morte”.Il testo ci ricorda come spesso le nazioni non danno prova di vera pietà e comprensione ma si abbandonano ad un esercizio oppressivo e malvagio del potere. Anche la storia recente viene a ricordarci che per i crudeli e iniqui oppressori non c’è pietà né comprensione. Il principio qui ricordato è che nella coscienza stessa dell’uomo c’è un senso di giustizia che non può essere distrutto, che lo spinge a riconoscere la bellezza della rettitudine e a respingere l’iniquità.Inutilmente i malvagi, i violenti, gli oppressori cercheranno dei consolatori fintanto che non si disporranno a riconoscere la loro malvagità, a ravvedersi e a farne pubblica ammenda.Soltanto in questo modo, quando il peccato è confessato e abbandonato, si potrà sperare nel perdono di Dio e nella comprensione dei nostri simili.Naturalmente, il brano, estrapolato dal suo contesto, vuole ricordarci anche un’altra verità: nelle circostanze avverse della nostra vita, non possiamo trovare consolazione tranne quella che viene da Dio e che si manifesta mediante la Sua grazia che, se accettata, apre la via al ministerio del “Consolatore”.