Rassegnazione o Accettazione?

Rassegnazione o Accettazione?

“Samuele allora gli raccontò tutto, senza nascondergli nulla.

Allora Eli disse: ‘Egli è il Signore: faccia quello che gli parrà bene’”

[I Samuele 3:18]

 

L’anziano e stanco sacerdote Eli era rassegnato alla volontà di Dio rivelatagli da Samuele. La rassegnazione è meglio della ribellione o di uno stoicismo a denti stretti, ma non rappresenta l’atteggiamento migliore nei confronti del Signore. A volte riconosciamo l’inevitabile e ci abbandoniamo a esso perché non abbiamo altra scelta. Dopo tutto, diciamo, non possiamo farci nulla.

La rassegnazione può produrre il “complesso del martire” e una sorta di orgoglio egoistico che spinge a sopportare qualunque cosa accada. È notevolmente migliore una sana accettazione: accogliere la volontà di Dio anche quando giunge l’avversità, apprendere le lezioni che essa comporta, e credere che tutto coopera, sempre e comunque, al proprio bene. Questo è uno spirito giusto e salutare. La ribellione o una mera sopportazione, fine a sé stessa, dell’afflizione possono rovinarci. La rassegnazione può risolversi in un atteggiamento di negligente fatalismo o, al contrario, può farci scivolare in un’attitudine di ostinato ribellismo. Essa può renderci “orgogliosi della nostra umiltà”; è un modo piuttosto subdolo per attenuare una vera mancanza di fiducia, spacciandola per un atteggiamento molto spirituale. Nel verso opposto, ci si può opporre con veemenza alla realtà, precipitando in una dimensione fantastica, in cui ci si vede al centro di progetti divini alquanto improbabili. L’accettazione, invece, concorda con il piano e con lo scopo di Dio, rendendo in grado di confidare in Lui tranquillamente, anche se non si comprendono appieno i Suoi propositi.

Ovviamente esistono cose che non possono e che non devono essere accettate: la volontà del diavolo deve essere ostacolata e sconfitta. Il solo ribrezzo della prospettiva di una caduta dovrebbe renderci cauti e selettivi.

Quello che non può essere cambiato può essere trasformato alla gloria di Dio e in vista del nostro bene, se è accettato e mutato da peso in benedizione.

 

Lettura biblica: I Samuele 3:1-21 [vd. II Re 20:12-19]