Dentro e Fuori

Dentro e Fuori

“L’arca del Signore rimase nel paese dei Filistei per sette mesi”

[I Samuele 6:1]

 

Acausa della profanità, dello stato di adulterio materiale e spirituale nella quale una parte dei sacerdoti erano caduti (Ofni, Fineas ed Eli), la rovina si abbatté sul popolo d’Israele. La santità del ministerio sacerdotale era stata infranta e i tentativi di arginare il male erano troppo deboli, condizionati com’erano dai rapporti di parentela e dalla relativa parzialità. Dio, dall’alto della Sua santità non poteva tollerare questo stato di cose e intervenne con durezza. I Filistei si avventarono contro gli Israeliti: perirono trentamila ebrei, l’arca fu sottratta loro e deposta nel tempio di Dagon, un idolo. Se gli ebrei l’avevano oltraggiata, i Filistei pensarono di onorarla collocandola a fianco di Dagon, la loro divinità più importante. La confusione era totale, ma Dio è Dio, dentro e fuori la Sua assemblea, e da quel momento incominciò a impartire una lezione a quelli di dentro e a quelli di fuori. La statua di Dagon non poté restare ritta davanti all’arca, e fu trovata a terra, in pezzi e, inoltre, i Filistei furono colpiti da dolorose emorroidi. Forse più a noi che agli Ebrei di allora, quell’infermità indica che l’origine del male era interiore, essendo il risultato di una grave infiammazione. Il male partiva dall’anima, bisognava dunque guarire quella. Gli Ebrei si dimostrarono idolatri e profani, al pari dei Filistei, con un cuore orientato al materialismo, e un contegno scellerato tenuto soprattutto da chi occupava posti chiave nella nazione. Quindi, sia il popolo del Signore, chiamato a sostenere la Sua causa, quanto le nazioni pagane che la ignorano o la contrastano, devono convincersi che Dio non si regge per la loro collaborazione e non sarà mai abbattuto dalla loro ostilità: Dio è Dio, Egli regna e si sostiene da Sé per l’eternità. Saranno sempre gli idoli a cadere nella polvere e ogni male nascosto avrà sempre i suoi tragici risvolti alla luce del sole.

Ma ogni male permesso da Dio serve anche a condurre gli uomini sensibili al ravvedimento, riconoscendo che soltanto Dio è il Signore e tutta la vita e il bene sono ricompresi in Lui.

 

 

Lettura biblica: I Samuele 6:1-21; 7:1 [vd. Salmo 19]