Adunata Generale

Adunata Generale

“Raccoglietevi, rientrate in voi stessi, gente spudorata” [Sofonia 2:1]

Questo capitolo si apre con l’appello del profeta: tutta la nazione era caduta in un torpore spirituale ed era incapace di comprendere la gravità della propria condizione di peccato. Tutti il popolo si sarebbe dovuto unire per meditare insieme sul senso autentico della gravità del peccato al cospetto della giustizia divina.

Il nostro testo, di primo acchito, sembrerebbe nient’altro che un richiamo in vista dell’inesorabile verdetto divino. Ma in realtà l’appello a unirsi come un solo uomo dinanzi a Dio, era diretto a fare in modo che tutti gli uomini potessero ritrovare il Signore assieme con “gli umili della terra” che hanno “praticato le Sue prescrizioni”.

È un invito severo ma amorevole. Quante volte questi due sentimenti ci sembrano contrastanti e confondiamo l’amore con la tolleranza verso tutto e la severità con l’intransigenza e la durezza.

Dio, invece, si rivolge a tutti perché desidera che ognuno indistintamente abbia la possibilità di ravvedersi e non cessa, fino all’ultimo, di fare appello al cuore dell’uomo. In questo capitolo viene descritta anche la caduta della nazioni nemiche d’Israele, per dimostrare che il giudizio divino si abbatterà inesorabilmente su quanti opprimono il popolo di Dio.

“Raccoglietevi”, sembra dire il Signore, non allo scopo di sentirvi forti e al sicuro e nutrire così vane speranze, ma soltanto per valutare l’indifferenza verso Dio e di conseguenza la ribellione contro la legge divina.

“Radunatevi”, e ravvedetevi, radunatevi per cercare giustizia e umiltà. È con questo spirito che il popolo di Dio deve radunarsi “nel nome di Gesù” per ottenere liberazione e fiducia per il presente e l’avvenire.