Un Sentimento Da Evitare

Un Sentimento Da Evitare

“Saul ne fu molto irritato; quelle parole gli dispiacquero e disse:

Ne danno diecimila a Davide e a me non ne danno che mille!

Non gli manca altro che il regno!”

[I Samuele 18:8]

In questo capitolo siamo posti di fronte a realtà molto contrastanti. Davide aveva ucciso Goliat, e Saul avrebbe dovuto essergli riconoscente ma quella vittoria e la sua crescente popolarità scatenarono la reazione del re che si dimostrava ogni giorno più geloso delle capacità di quel ragazzo di bassa estrazione sociale. L’ultimo figlio di Isai, in un brevissimo arco di tempo, aveva lasciato delle misere greggi per assumere il comando delle operazioni militari di tutto Israele. Saul, da parte sua, non gradiva che la popolazione attribuisse i meriti e gli onori dei successi in battaglia a questo giovane che veniva così a oscurare la sua fama e il suo prestigio.

Senza, ovviamente, arrivare agli estremi ai quali giunse Saul, anche nella chiesa del Signore si possono creare degli antagonismi, delle serpeggianti rivalità, delle gelosie che si reprimono a fatica. Non vogliamo dipingere un quadro fosco, ma non è neppure giusto idealizzare eccessivamente: le capacità del fratello, la sua simpatia, la sua cultura, e perché no, le sue possibilità economiche, possono ridimensionare la nostra posizione agli occhi degli altri. Tutto ciò, inoltre, può suscitare in noi un sentimento che potremmo definire in tante maniere, ma che forse è più corretto chiamare con il suo vero nome: invidia.

Si tratta di uno stato d’animo che spesso s’impone impetuoso nel vedere che il fratello dispone di talenti o beni economici che a noi mancano, in altre occasioni, invece, matura molto lentamente, ma in maniera inarrestabile. Vogliamo chiedere al Signore di aiutarci ad estirpare queste radici velenose che possono inquinare i nostri rapporti con il prossimo. Dobbiamo far prevalere sempre uno spirito di collaborazione che sa apprezzare le abilità e le possibilità di cui un fratello può disporre.

Infine, evitiamo di esibire con ostentazione ciò che siamo e quello che abbiamo, per non ingenerare nel fratello sentimenti negativi.

 

LETTURA BIBLICA: I SAMUELE 18:1-30 [VD. GENESI 4:1-8]