Dimenticare Sé Stessi

Dimenticare Sé Stessi

“L’ira di Saul si accese contro Gionatan, e gli disse: Figlio perverso

e ribelle, non so io forse che tu prendi le difese del figlio d’Isai,

a tua vergogna e a vergogna di tua madre?”

[I Samuele 20:30]

 

Saul continua con i suoi sfoghi scomposti e generati dall’ira lo fa in modo violento e sconsiderato, lancia minacce e improperi. Il bersaglio più facile è suo figlio Gionatan. Egli conobbe Davide dopo che quest’ultimo ebbe ucciso il gigante Goliat; immediatamente provò per lui un profondo e spontaneo legame d’affetto, descritto nella Bibbia con parole semplici ma significative: “Gionatan fece alleanza con Davide, perché lo amava come l’anima propria” (I Samuele 18:3).

Tale sentimento reciproco, invece di essere soffocato, fu accresciuto nonostante l’odio incessante e violento di Saul. In questo possiamo vedere in Gionatan la figura del vero credente, pieno di quell’amore sincero e disinteressato che porta a dimenticare sé stessi, mettendo completamente da parte i propri interessi. Per amore di Davide, egli mise a repentaglio la propria vita, sapendo di compromettere le sue legittime aspettative alla successione al trono del regno d’Israele.

Ci troviamo davanti a una condotta cristallina, totalmente disinteressata; assistiamo a un affetto incondizionato che non bada al proprio tornaconto e non si abbandona a calcoli di opportunità e convenienza. Questo spirito d’intercessione di Gionatan nei riguardi di Davide, dimostra quale dev’essere la condotta e il carattere del vero cristiano nei confronti del proprio fratello. Per il benessere, lo sviluppo e il risveglio della Chiesa di Cristo, dobbiamo rinunciare a noi stessi, purché l’opera del Signore prosperi.

Nella Bibbia possiamo trovare molti altri episodi d’intercessione. Consideriamo il modello perfetto rappresentato da Gesù Cristo, che trascorse in terra una vita fatta d’intercessione e il cui esempio ci ispira a una vita di amore e di preghiera.

 

LETTURA BIBLICA: I SAMUELE 20:24-43 [VD. GALATI 2:19-21]