Che Male Ho Fatto?

Che Male Ho Fatto?

“Allora Davide si alzò, e quel giorno riprese a fuggire

lontano da Saul e andò da Achis, re di Gat”

[I Samuele 21:10]

 

Alle volte ci chiediamo: “Ma cosa aveva poi fatto di male Davide al re Saul?”. Era, indubbiamente, una questione di invidia e di gelosia. Saul stava manifestando tutto il proprio orgoglio, non accettava, infatti, che in Israele vi fosse qualcuno capace d’incrinare la sua posizione di primato. Il problema umanamente era tutto qui, Davide godeva di una popolarità del tutto spontanea che offuscava l’immagine del re.

In realtà c’erano ben altre questioni sottese: il Signore voleva condurre sul trono una persona che Lo servisse fedelmente. E fin dalla rottura fra Samuele e Saul, nel cuore di quest’ultimo dovettero risuonare come una terribile minaccia le parole del profeta: “… il Signoresi è cercato un uomo secondo il suo cuore” (I Samuele 13:14).

Nell’apparizione sul proscenio della storia d’Israele di quel giovane dall’incrollabile fede in Dio, Saul riconosce i segnali della fine del suo regno. Questa inimicizia era inevitabile poiché essi tipificavano due realtà eternamente in contrasto: da un lato chi ha scelto di imporre la propria volontà basandosi sulle forze di cui ritiene di poter disporre, dall’altro chi ha deciso di servire Dio ponendo fiducia unicamente in Lui.

I servitori del Signore sono sempre stati perseguitati, cominciando da Abele, passando al Servitore per eccellenza, Gesù Cristo, per arrivare infine all’ultimo cristiano dei nostri giorni.

Tutti quelli che vogliono piamente e umilmente servire il Signore subiranno la stessa sorte. Non dobbiamo stupirci di questo: la natura dell’uomo non rigenerato odia Cristo e rifiuta il sacrificio della croce. Ma ricordiamo che Gesù ebbe occasione di dire: “Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli” (Matteo 5:10).