153 PESCI

153 PESCI

fishing-net-1003351_1920“Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete preso ora». Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci…” (Giovanni 21:10-11)

Questo passo ricco di meravigliosi insegnamenti per la nostra vita mi porta oggi a considerare un aspetto che spesso trascuriamo durante le nostre letture.

Siamo giustamente catturati dal colloquio descritto nei versi successivi tra Gesù e Pietro, nel quale il Signore chiede al discepolo, che lo aveva rinnegato tre volte, amore e servizio. Rimaniamo toccati nel comprendere che mentre Gesù chiedeva a Pietro, gli stava donando infinitamente di più.

“Dimentichiamo”, perciò, che dopo avere operato il miracolo, avvenuto dopo una notte avara di soddisfazioni per i discepoli, di una pesca abbondante, Gesù chiede ai discepoli di tirare giù le reti piene di pesce. Nella lettura scopriamo il numero esatto dei pesci pescati dai discepoli ubbidienti alla voce del Maestro, erano centocinquantatré grossi pesci.

Domandiamoci: Come mai viene riportato un numero cosi preciso alla fine di quella pesca? La risposta è semplice ma importante, e ci aiuta a comprendere quello che il Signore vuole insegnarci: i pesci furono contati.

Bene, questi centocinquantatré pesci rappresentano l’opera che Dio compie per noi ogni giorno, come i discepoli allora, noi oggi siamo chiamati a considerare l’opera del Signore. Nel Salmo 103 Davide si ripropone di non dimenticare nessuno dei benefici ricevuti dal Signore: leggendo abbiamo quasi l’impressione come se egli volesse mettersi lì a contarli.

I centocinquantatré pesci ci parlano della grandezza dell’opera che Dio ha fatto per noi, il 100 infatti è un numero che indica grandezza. Tutti noi almeno una volta, rivolgendoci a nostro figlio ci siamo espressi più o meno in questo modo: “te l’ho detto 100 volte…”, un modo per indicare grandezza. In questo caso il numero 100 è associato al 50, e anche quest’ultimo indica grandezza e diventa perciò quasi un rafforzativo. Nel salmo 126 leggiamo che il Signore ha fatto grandi cose per noi: come cristiani possiamo testimoniare che Egli ci ha dato una grande salvezza, ci ha giustificati per fede, ci ha dato pace con Lui, e ogni giorno perdona i nostri peccati.

I centocinquantatré pesci ci parlano anche dell’importanza che dobbiamo dare per ogni cosa che Dio fa per noi, “grande o piccola”. Nel numero dei pesci vengono riportati anche i tre “dispari”, quei 3 pesci che si aggiungevano a quel numero che indica grandezza. Siamo chiamati a considerare ogni giorno al fine di essergli riconoscenti, ogni cosa che Dio fa per noi “piccola o grande che sia”: il salmista nel salmo 3 ringrazia Dio per essersi coricato, aver dormito, essersi risvegliato, che lezione per noi! Impariamo a considerare quello che Dio fa per noi in ogni momento della giornata, quando ci alziamo, mentre lavoriamo, mangiamo, preghiamo, corriamo, cantiamo.

I centocinquantatré pesci ci parlano anche del ricordo che dobbiamo serbare nel tempo dell’opera di Dio. Gesù avrebbe fatto per loro altre cose in quel giorno, ma i discepoli erano chiamati prima a contare quei pesci, per serbarne il ricordo. Il Vangelo di Giovanni venne redatto diversi decenni dopo questo miracolo, ma l’evangelista, che era stato tra coloro che avevano contato quei pesci, ne riporta il numero. Gli anni passano in fretta, Dio ci chiama a fare altri lavori nell’opera Sua; dobbiamo imparare, però, a non dimenticare quello che Egli ha fatto per noi un tempo.

I centocinquantatré pesci ci parlano della provvidenza di Dio: quei pesci molto probabilmente vennero consumati o utilizzati nei giorni a seguire, la Bibbia ci dice infatti che per quella mattina Gesù aveva già preparato per loro del pesce arrostito e del pane. Perciò quei pesci possono rappresentare benissimo la provvidenza di Dio che continua ogni giorno nella nostra vita: il Signore aveva dimostrato loro che avrebbe continuato a provvedere splendidamente ad ogni loro bisogno (Filippesi 4:19). Anche noi dobbiamo imparare a considerare che ogni giorno Dio provvede per noi, per i bisogni spirituali e corporali.

I centocinquantatré pesci non dovevano restare sulla barca, ma dovevano esser tirati giù per essere contati e condivisi con gli altri, nello stesso modo siamo chiamati a non lasciare nel dimenticatoio quello che Dio ha fatto, ma a considerarlo, a ricordarlo, a trasmetterlo ad altri mantenendo un cuore riconoscente verso Colui che ha dato se stesso per noi: Cristo Gesù il Signore.

Luciano Di Marco